venerdì 20 aprile 2012

Al momento giusto



di Gianfranco Paupini

Ci mancavano solo i piagnistei sugli arbitraggi. In un momento decisivo per l'intera stagione, non bastavano le speculazioni sui contatti tra Balotelli e la Juventus, o le congetture sul futuro di Tevez. Serviva qualche altro argomento a distrarre il gruppo e a fornirgli al limite anche un bell'alibi. E c'ha pensato il mister a tirarlo fuori, tra una banalità e l'altra sulla partita con il Wolverhampton:

"Per noi in questo momento è importante finire bene la stagione, ma posso dire che c'è una situazione molto strana. Le regole qui non sono uguali per tutti. Non sto dicendo che una squadra si è avvantaggiata sulle altre per via degli arbitri, dico solo che a volte le regole mi sembrano diverse da squadra a squadra. Quando ero in Italia pensavo che qui in Inghilterra ci fossero gli arbitri migliori, ora evidentemente la mia idea è cambiata".

Personalmente trovo queste dichiarazioni imbarazzanti. Sono le stesse lamentele che, per gran parte dell'anno, abbiamo dovuto sorbirci da parte di Wenger per i presunti trattamenti di favore ricevuti dal City, ricordate?
Allora, o queste argomentazioni le utilizzi sistematicamente come strumento di lavoro, come fa Mourinho, per cementare il gruppo, per creare il "nemico comune", per creare intorno ad ogni sfida quella tensione da battaglia delle Termopili, oppure diventa semplicemente penoso leggere che "le regole sono diverse" quando inizi a perdere (meritatamente). 

E' vero, a volte si ha l'impressione che quando c'è da sbloccare la partita arrivi il rigorino inesistente. Mè è chiaro che c'è, sia in Inghilterra che in ogni altro campionato, la tendenza a sbagliare a favore del più forte (storicamente). Parliamoci chiaro: davvero qualcuno è convinto che il rigore che ancora tiene aperta la Liga fosse da fischiare?
Perfetto. Detto questo, certifichiamo ancora una volta la completa mancanza di tempismo di Mancini che in panchina ha dimostrato di avere le carte in regola. In sala stampa, a mio parere, ha ancora molto da imparare.

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