martedì 21 maggio 2013

Al pub dello sport



di Kuspide

Evidentemente il Mancio ha una personalità che divide, è una presenza ingombrante che continua ad accendere discussioni e dibattiti anche se ha lasciato la scena con grandissima eleganza e discrezione:  Non ha rilasciato interviste polemiche (almeno io non ne ho lette) ma si è limitato ad un gesto, bellissimo, che chiude alla grande una vicenda gestita in maniera decisamente discutibile. Al di là dei punti di vista e delle opinioni di ognuno vorrei aprire con una constatazione positiva: leggere i commenti, i punti di vista, a volte gli attacchi e le scuse di tutti voi sul nostro blog è sempre una grande soddsfazione: quello che, nelle nostre intenzioni ma forse più nei nostri sogni, voleva essere questo sito corrisponde davvero a quello che negli anni è diventato: spazio di dibattito e di confronto aperto a tutti. Mancano il bancone e gli spritz, ma con la tecnologia non si sa mai! 

Detto questo, vorrei provare a tirare le fila di quanto è stato detto in questi giorni e dirvi la mia in proposito. Chi ci legge da tempo sa bene che non ho mai fatto mancare le mie critiche a Mancini in questi anni, non sono quindi un "Manciniano" della prima ora. Ho addirittura espresso delle perplessità agli inizi della sua avventura al City. Col passare del tempo però i risultati hanno sancito chiaramente che si tratta di un allenatore vincente, che ha tanti difetti ma che ha riportato la squadra ad alzare dei trofei dopo quasi mezzo secolo di digiuno. E non è la riconoscenza che mi manca, anzi.

Sono convinto che le vittorie (come le sconfitte) si costruiscano mettendo insieme tanti fattori: società, staff, mister e giocatori da soli non possono vincere i campionati, così come non bastano a  vincerli i milioni di sterline. I trofei si alzano remando tutti insieme nella stessa direzione. Ed è questo che è venuto a mancare, per diversi motivi, nell'ultimo anno al City. Grandi discussioni si sono accese attorno alla definizione di questa stagione: fallimentare o no? Ebbene non credo sia questo il punto, ma andiamo con ordine:

League Cup: è un trofeo minore, ormai lottiamo per la Premier e per la FA Cup tutti gli anni, ma attenzione: se la snobbi e poi vinci qualcosa nessuno se ne ricorderà. Se invece esci al primo incontro e poi non alzi nemmeno un trofeo entrerà di diritto nell'elenco delle figuracce. Forse abbiamo dimostrato poca umiltà.
Champions League: un'impresa sfiorata, Madrid, ed una serie di figuracce. Dopo il primo turno del girone pensavo che fosse l'anno buono per iniziare a giocare anche in Europa. Mi sbagliavo, non credo di esagerare se dico che la squadra nei turni successivi ci ha messo in imbarazzo.
Premier: secondo posto a 78 punti, miglior difesa del campionato e una sola sconfitta in più rispetto ai cugini non bastano per vincere. I numeri non sono negativi ma comunque in flessione rispetto allo scorso anno, e non possiamo dimenticare che il campionato si è chiuso a marzo quando siamo scesi a -15.
FA Cup: Una splendida cavalcata fino alla finale. L'impressione è che i "cari" (in tutti i sensi) componenti dell'undici sceso in campo non abbiano dato proprio il massimo, per usare un eufemismo. La guerra nello spogliatoio era scoppiata da un pezzo e i giocatori hanno probabilmente assestato la spallata finale al mister per esser sicuri che la dirigenza confermasse quanto aveva dimostrato di voler fare.
Dirigenza: Alzi la mano chi di voi ha letto una dicharazione o un'intervista negli ultimi sei mesi! Di fatto latitante nel periodo più difficile. Per non parlare del mercato estivo. Se pensiamo che hanno offerto un rinnovo di 5 anni a Mancini direi che sono schizofrenici. C'è modo e modo di comunicare le decisioni, e i nostri amici Ferran e Txiki hanno davvero dimostrato una mancanza di rispetto che Mancio assolutamente non meritava.
Giocatori: Eccetto Zabaleta, tutti decisamente al di sotto dei livelli di rendimento dello scorso anno. Se fosse vero quello che si legge sullo scarso impegno nella finale di FA Cup ci sarebbe da vergognarsi. Resta il fatto che se un giocatore si lamenta del mister lo puoi mandare dove si sente meglio, se a lamentarsi sono tutti i giocatori la cosa è più complicata.
Mancini: Ha costruito un gruppo vincente in meno di un anno e mezzo, ha gestito alla grande casi difficili come Tevez. Decisamente da rivedere invece, secondo me, la gestione della stampa: non puoi esternare il tuo dissenso sul mercato come ha fatto lo scorso agosto, non puoi criticare pubblicamente i tuoi giocatori anche se sbagliano: quando si tratterà di dare il massimo saranno i primi a voltarti le spalle, così come poi è stato. Di fatto, in una situazione poco chiara come quella che si è venuta a creare con l'arrivo degli spagnoli ha fatto di tutto per dare qualche motivazione al board.

In conclusione, non abbiamo risposte definitive e non abbiamo la visibilità di ciò che accade nello spogliatoio. Di certo ognuno dei protagonisti di questa triste storia ci ha messo del suo per arrivare ad un epilogo che danneggia il club per primo. Forse i successi sono arrivati troppo presto, o forse la crescita e la maturazione di una dirigenza passa anche da questi svarioni. E' inevitabile che il giudizio sui risultati di quest'anno sia condizionato dalla vittoria della stagione scorsa.

Al di là comunque della valutazione del lavoro di Mancini tutti noi che abbiamo sognato continuità e senso di appartenenza e abbiamo parlato di riconoscenza e di rispetto, in questo momento, alla prova dei fatti e dopo tante vittorie memorabili, abbiamo perso il derby più importante.

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