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martedì 12 novembre 2013

Pillole (o supposte?)



Il capitano

Ennesimo, oscuro capitolo del giallo Kompany: il nostro capitano secondo Skysports.com ha subito un altro infortunio alla coscia e dovrà stare fuori per almeno altre tre settimane. Il baluardo difensivo della squadra di Pellegrini è fuori dalla vittoria in casa contro l'Everton del 5 ottobre scorso, quando fu sostituito da Nastasic dopo 35 minuti di gioco. Da allora è un rincorrersi di rumors e indiscrezioni sulle date di rientro e sulle sue reali condizioni fisiche, tanto che la federazione belga ha inviato a Manchester un fisioterapista, Lieven Messchalck, il quale ha dichiarato ai giornalisti: "Penso che Vincent avrà bisogno di qualche altra settimana per recuperare. Stiamo facendo di tutto perchè possa tornare ad avere una condizione ottimale e duratura. Purtroppo ha subito una serie di problemi tutti insieme, ma alla fine sette o otto settimane non sono un tempo così lungo, per dei problemi muscolari". A questo punto mi astengo da qualunque considerazione, e viste le alternative in campo, non posso fare altro che sperare.


 
Il portiere

Continua a tenere banco il problema Joe Hart. L'ex titolare del City ha perso il suo posto tra i pali da diverse partite ormai e Pellegrini non sembra orientato a cambiare idea a breve, al riguardo. Hart del resto si gioca il biglietto per il Brasile la prossima estate e il posto da titolare anche in nazionale, quindi difficilmente potrà permettersi di stare in panchina per l'intera stagione. Pellegrini del resto non sembra essere del tutto convinto neanche di Pantilimon, ragion per cui le voci dei soliti ben informati lo danno alla ricerca di un portiere cui affidare la porta dei citizens. L'ipotesi più credibile sembrava essere uno scambio con il Barcellona, dove Victor Valdes ha già uffcializzato il suo addio a fine anno, alla scadenza del suo attuale contratto. Peccato che il portiere spagnolo abbia già un accordo con il Monaco. Difficile ipotizzare un ripensamento, a questo punto.

Le alternative allo studio in questo momento sembrerebbero essere Julio Cesar, del QPR, Willy Caballero, estremo difensore del Malaga e quindi ex giocatore di Manuel Pellegrini, e addirittura Samir Handanovic, per il quale però sarebbe necessario un investimento economico di livello (si parla di circa 20 milioni). Suggestiva anche l'ipotesi Casillas, protagonista a Madrid di una telenovela che dura ormai da diversi mesi. Chissà che l'idea di una posto da titolare indiscusso a Manchester non lo alletti di più che giocare solo le partite di Champions League.

La difesa

Non va, inutile girarci intorno. Ognuno ha le sue ipotesi e le sue ricette, ma di fatto al momento non va: Clichy è ai minimi storici di rendimento, Hart e Lescott sono stati di fatto messi alla porta dall'allenatore, Nastasic non è il leader di cui avremmo bisogno quando manca Kompany e Demichelis è esattamente quello che ci aspettavamo che fosse: un pensionato d'oro da prendere gratis e buono per tappare i buchi in Coppa di Lega. Invece lo abbiamo pagato e gioca titolare in Premier. 12 gol subiti nelle prime 11 di Campionato non saranno l'unico ma sono comunque un problema per una squadra di vertice. Il Southampton ha segnato la metà dei nostri gol ma ha solo 5 reti al passivo, ed è terza in classifica a tre punti dalla vetta.




Stando a quanto si legge in giro Mark Hughes avrebbe puntato Joleon Lescott per la difesa dello Stoke City. Lescott evidentemente non è tenuto in grande considerazione da parte di Pellegrini, che gli ha preferito spesso Javi Garcia fuori ruolo (misteri della fede), e il suo rapporto con Sparky è molto forte da quando il gallese lo portò al City, nel 2009. Quindi sarebbe più che disponibile, secondo me, a considerare un'eventuale offerta. Considerando che il giocatore ha anche il contratto in scadenza a fine stagione le premesse ci sono tutte.

Tra gli invisibili di Pellegrini figura anche Micah Richards, anche lui al centro di diverse speculazioni di mercato: tra le pretendenti ci sarebbero Arsenal, Roma e Inter.

Anche Kolarov sarebbe seguito da diverse squadre europee. La Juve in primis, sempre sulle tracce di un esterno di spinta, ma anche il Galatasaray, che prendendo il serbo esaudirebbe una richiesta, a quanto pare, proprio di Mancini, e il Tottenham, new entry tra le pretendenti. Kolarov ha giocato spesso in questo inizio di stagione, e si è comportato anche piuttosto bene. Ha solo un problema, secondo il mio parere: copre bene la fascia ma pecca in fase di copertura e predilige la fase offensiva e gli inserimenti. In parole povere è un esterno perfetto per un 3-5-2, meno adatto ad una difesa a 4.



Tra i nomi in entrata accostati al City invece c'è quello di Kurt Zouma, centralone classe 94 del Saint Etienne e dell'under 21 francese, noto alle cronache di questi giorni per aver spezzato una gamba ad un avversario con un'entrata killer nell'ultimo turno di Ligue 1, contro il Sochaux. Dieci giornate di squalifica.

Il mago

Chiudiamo con una dolorosa conferma. Merlino Silva dovrà stare fuori anche lui per altre tre settimane circa. Il canario ha riportato uno stiramento al polpaccio contro il CSKA e probablmente salterà la sfida di Premier contro il Tottenham, il 24 novembre prossimo ad Etihad.




 

venerdì 5 luglio 2013

Il Villareal di Manuel Pellegrini


di setteblu

Da poche settimane si è insediato il nuovo manager, Manuel Pellegrini e siamo tutti molto curiosi di vedere come giocherà il City, che tipo di modulo adotterà e che genere di filosofia di gioco imporrà alla squadra. Può essere utile dare un'occhiata alla sua creatura più splendente e cioè il Sottomarino Giallo, il Villareal, una delle squadre più spettacolari e disciplinate viste in Europa negli ultimi anni. Disponendosi con un modulo particolare, il 4-2-2-2 adottato e reso celebre dalle squadre brasiliane negli anni 80, Manuel Pellegrini ha plasmato una compagine unica nel suo genere.

Conosciuto come il "rettangolo magico", il 4-2-2-2 si fonda su una forte organizzazione ed un continuo movimento. I due centrocampisti davanti alla difesa sono forse gli uomini più importanti della formazione perchè forniscono protezione ai difensori centrali e coprono i terzini quando questi si sganciano. Il movimento dei giocatori è semplice ed al tempo stesso complesso, costantemente alternando una fase di copertura ed una più propositiva, creando le basi per i triangoli.


Nella fase di non possesso, i quattro difensori giocano con una linea molto alta, puntando molto sul fuorigioco. Davanti a loro, i centrocampisti centrali seguono il movimento orizzontale della palla, fornendo un costante scudo di protezione al cuore della difesa. I centrocampisti d'attacco davanti a loro si piazzano larghi sulla fasce, garantendo interdizione nei confronti dei laterali avversari. Diversamente dal 4-4-2 dove i centrali di centrocampo alternano interdizione ed incursioni in avanti, in questo schema i due centrocampisti centrali sono molto difensivi: senza palla, essi mantengono la posizione, sempre formando un rettangolo con i difensori centrali (ecco da dove viene il soprannome "rettangolo magico") e in fase di non possesso della palla proteggono i terzini laterali.

La profondità in avanti viene data proprio dai due laterali ai quali Manuel Pellegrini chiede di correre incessantemente durante la gara; quando si portano in avanti, i centrocampisti centrali scalano al loro posto allargandosi per evitare eventuali ripartenze avversarie. Tutto il movimento e lo sviluppo del gioco si basano sulla creazione di triangoli. Ogni azione dipende di fatto dal movimento dei terzini: quando il terzino sale, il centrocampista d'attacco si accentra e l'attaccante in zona si allarga leggermente sulla fascia. Come si vede dal disegno qui sotto, quando Venta sale, Cazorla si accentra così da creare un triangolo con lo stesso Venta e Llorente.


Il movimento in avanti di Venta crea possibili triangoli su praticamente tutte le zone di campo: Llorente-Venta-Cazorla, Rossi-Pires-Capdevila, Llorente-Cazorla-Pires, Rossi-Cazorla-Pires, Rossi-Pires-Llorente. Quando si perde il possesso, Eguren e Senna scalano nello spazio lasciato vacante dai terzini.

Nel caso in cui i terzini invece decidano di non salire optando per mantenere una posizione più coperta, i centrocampisti centrali si allargano leggermente sulle fasce, fornendo la giusta ampiezza al gioco. In questo caso, le punte arretrano nel cuore del centrocampo creando collegamenti tra entrambe le linee di centrocampisti ed attaccanti, come si evince qui sotto.


Ancora, le possibilità di triangolo sono infinite: Cazorla-Llorente-Pires, Cazorla-Sena-Pires, Cazorla-Senna-Venta, Pires-Llorente-Rossi, etc. Inoltre il movimento di Cazorla e Llorente costringe i difensori avversari a scelte rischiose: se il centrale di sinistra segue le tracce di Llorente, apre molto spazio davanti a Rossi ma se sceglie invece di stazionare nella sua posizione allora consente una eventuale superiorità numerica a centrocampo dei sottomarini gialli. Stesso discorso vale per l'altra zona di campo con il difensore centrale di destra. I centrali avversari hanno due possibilità: o restano in zona o avanzano ed è questa decisione che stabilisce quale movimento debba essere fatto dagli uomini di Pellegrini e quale spazio debba essere esplorato.

Manuel Pellegrini preferisce giocare con due punte contemporaneamente: un uomo forte fisicamente ed uno più veloce. Ad entrambi gli attaccanti è richiesto di muoversi molto e di dare via il pallone di "prima", scambiando velocemente lo stesso con i compagni. Il movimento finale però è molto differente: mentre l'attaccante forte fisicamente punta l'area di rigore, l'altra punta rientra fuori dall'area per creare triangoli e favorire l'ingresso in area dei centrocampisti d'attacco.

Vi lascio con tre dubbi. Il primo: ho sempre letto che Begiristain vuole che Pellegrini e tutte le squadre del City (fino alle giovanili) adottino il 4-3-3; come si concilia con il modulo adottato dal manager cileno?
Il secondo: quale sarebbe la punta "forte" fisicamente da schierare al centro dell'attacco, se è vero che la società sta cercando di piazzare Edin Dzeko?
Il terzo: se la punta "piccola" (mettiamo, Aguero) esce per consentire gli inserimenti dei centrocampisti, mi aspetto che questi ultimi abbiano parecchi goal nelle proprie corde. Noi però abbiamo Samir Nasri, David Silva ed ora Jesus Navas, non propriamente tre fenomeni d'area di rigore. L'unico sarebbe Yaya, molto probabilmente destinato ad essere il centrocampista centrale molto difensivo insieme al carneade Fernandihno.

Sapete che vi dico? Mah....


martedì 28 maggio 2013

Calma piatta



di Kuspide

Mentre i ragazzi proseguono il tour americano facendosi fotografare insieme ai tifosi d'oltreoceano, siamo ancora in attesa di notizie ufficiali sul nuovo allenatore della squadra. Pellegrini ha dichiarato di aver ricevuto diverse offerte, tra cui quella del City, e parlerà del suo futuro solo dopo l'ultima di campionato del suo Malaga contro il Barcellona, in programma sabato 1 giugno. Dopo di allora sapremo finalmente con certezza se sarà o meno lui a guidare la squadra per i prossimi 3 o 5 anni, a seconda delle voci che si rincorrono sulla durata del suo contratto.

Intanto riportiamo con piacere le dichiarazioni rilasciate ieri da Gareth Barry, desideroso di prolungare il suo attuale contratto col City, in scadenza nel 2014: "Sarà una situazione da discutere col nuovo tecnico e con i piani alti della società. Spero che potremo avere presto un incontro, mi piacerebbe restare. Ho 32 anni e mi sento bene, spero che il club abbia visto la buona stagione che ho fatto". Personalmente avrei qualche dubbio sulla stagione positiva, però sarebbe comunque importante avere un uomo d'esperienza in squadra. Sempre che sia disposto a ridursi lo stipendio, direi. 

L'intervista di Barry prosegue con il punto sulla stagione conclusa e le considerazioni sul futuro del club: «Eravamo molto delusi con la nostra stagione in campionato e la sconfitta in FA Cup, ma non si può vincere sempre. A volte bisogna imparare a riscattarci per tornare a lottare più forte di prima. I ragazzi sono pronti a raccogliere la sfida. Il club deve continuare a vincere trofei. È stata una stagione deludente, ma gli standard restano alti e la società deve guardare avanti. Ora ci sarà un cambio nella guida tecnica. Per ogni giocatore sarà un nuovo inizio, dobbiamo impegnarci tutti per fare bene. Ancora non sappiamo chi sarà il nuovo allenatore, ma a prescindere da questo, dovremo fare tutti un ottimo lavoro. Si parla molto di Pellegrini al momento. Personalmente, non conosco molto i suoi metodi, ma chi ci ha lavorato parla benissimo di lui».

Continua a tutti i livelli la fase di rinnovamento (epurazione?) in casa City: è di qualche giorno fa la notizia che, a partire dal 1 giugno, Patrick Vieira prenderà il posto di Attilio Lombardo alla guida delle giovanili del club. Queste le parole dell'ex dirigente: "Questa decisione segna un nuovo capitolo della mia vita e della mia carriera e non vedo l'ora di iniziare. Voglio dare il mio contributo nel plasmare i giovani talenti del City". Ad Attilio vanno i nostri ringraziamenti per il lavoro svolto finora e l'augurio di trovare presto una nuova sistemazione, magari insiema al Mancio!

Infine, in alto a destra sulla home del blog potete trovare la pagina di saluto e ringraziamento che i tifosi italiani del City hanno voluto tributare a Mancini. Ci sembrava doveroso esporla per unirci a tutti i ragazzi che hanno avuto questa magnifica idea. Speriamo che il rispetto e la riconoscenza verso le persone inizino a farsi strada anche nello scalcinato mondo calcistico di casa nostra.



martedì 21 maggio 2013

Al pub dello sport



di Kuspide

Evidentemente il Mancio ha una personalità che divide, è una presenza ingombrante che continua ad accendere discussioni e dibattiti anche se ha lasciato la scena con grandissima eleganza e discrezione:  Non ha rilasciato interviste polemiche (almeno io non ne ho lette) ma si è limitato ad un gesto, bellissimo, che chiude alla grande una vicenda gestita in maniera decisamente discutibile. Al di là dei punti di vista e delle opinioni di ognuno vorrei aprire con una constatazione positiva: leggere i commenti, i punti di vista, a volte gli attacchi e le scuse di tutti voi sul nostro blog è sempre una grande soddsfazione: quello che, nelle nostre intenzioni ma forse più nei nostri sogni, voleva essere questo sito corrisponde davvero a quello che negli anni è diventato: spazio di dibattito e di confronto aperto a tutti. Mancano il bancone e gli spritz, ma con la tecnologia non si sa mai! 

Detto questo, vorrei provare a tirare le fila di quanto è stato detto in questi giorni e dirvi la mia in proposito. Chi ci legge da tempo sa bene che non ho mai fatto mancare le mie critiche a Mancini in questi anni, non sono quindi un "Manciniano" della prima ora. Ho addirittura espresso delle perplessità agli inizi della sua avventura al City. Col passare del tempo però i risultati hanno sancito chiaramente che si tratta di un allenatore vincente, che ha tanti difetti ma che ha riportato la squadra ad alzare dei trofei dopo quasi mezzo secolo di digiuno. E non è la riconoscenza che mi manca, anzi.

Sono convinto che le vittorie (come le sconfitte) si costruiscano mettendo insieme tanti fattori: società, staff, mister e giocatori da soli non possono vincere i campionati, così come non bastano a  vincerli i milioni di sterline. I trofei si alzano remando tutti insieme nella stessa direzione. Ed è questo che è venuto a mancare, per diversi motivi, nell'ultimo anno al City. Grandi discussioni si sono accese attorno alla definizione di questa stagione: fallimentare o no? Ebbene non credo sia questo il punto, ma andiamo con ordine:

League Cup: è un trofeo minore, ormai lottiamo per la Premier e per la FA Cup tutti gli anni, ma attenzione: se la snobbi e poi vinci qualcosa nessuno se ne ricorderà. Se invece esci al primo incontro e poi non alzi nemmeno un trofeo entrerà di diritto nell'elenco delle figuracce. Forse abbiamo dimostrato poca umiltà.
Champions League: un'impresa sfiorata, Madrid, ed una serie di figuracce. Dopo il primo turno del girone pensavo che fosse l'anno buono per iniziare a giocare anche in Europa. Mi sbagliavo, non credo di esagerare se dico che la squadra nei turni successivi ci ha messo in imbarazzo.
Premier: secondo posto a 78 punti, miglior difesa del campionato e una sola sconfitta in più rispetto ai cugini non bastano per vincere. I numeri non sono negativi ma comunque in flessione rispetto allo scorso anno, e non possiamo dimenticare che il campionato si è chiuso a marzo quando siamo scesi a -15.
FA Cup: Una splendida cavalcata fino alla finale. L'impressione è che i "cari" (in tutti i sensi) componenti dell'undici sceso in campo non abbiano dato proprio il massimo, per usare un eufemismo. La guerra nello spogliatoio era scoppiata da un pezzo e i giocatori hanno probabilmente assestato la spallata finale al mister per esser sicuri che la dirigenza confermasse quanto aveva dimostrato di voler fare.
Dirigenza: Alzi la mano chi di voi ha letto una dicharazione o un'intervista negli ultimi sei mesi! Di fatto latitante nel periodo più difficile. Per non parlare del mercato estivo. Se pensiamo che hanno offerto un rinnovo di 5 anni a Mancini direi che sono schizofrenici. C'è modo e modo di comunicare le decisioni, e i nostri amici Ferran e Txiki hanno davvero dimostrato una mancanza di rispetto che Mancio assolutamente non meritava.
Giocatori: Eccetto Zabaleta, tutti decisamente al di sotto dei livelli di rendimento dello scorso anno. Se fosse vero quello che si legge sullo scarso impegno nella finale di FA Cup ci sarebbe da vergognarsi. Resta il fatto che se un giocatore si lamenta del mister lo puoi mandare dove si sente meglio, se a lamentarsi sono tutti i giocatori la cosa è più complicata.
Mancini: Ha costruito un gruppo vincente in meno di un anno e mezzo, ha gestito alla grande casi difficili come Tevez. Decisamente da rivedere invece, secondo me, la gestione della stampa: non puoi esternare il tuo dissenso sul mercato come ha fatto lo scorso agosto, non puoi criticare pubblicamente i tuoi giocatori anche se sbagliano: quando si tratterà di dare il massimo saranno i primi a voltarti le spalle, così come poi è stato. Di fatto, in una situazione poco chiara come quella che si è venuta a creare con l'arrivo degli spagnoli ha fatto di tutto per dare qualche motivazione al board.

In conclusione, non abbiamo risposte definitive e non abbiamo la visibilità di ciò che accade nello spogliatoio. Di certo ognuno dei protagonisti di questa triste storia ci ha messo del suo per arrivare ad un epilogo che danneggia il club per primo. Forse i successi sono arrivati troppo presto, o forse la crescita e la maturazione di una dirigenza passa anche da questi svarioni. E' inevitabile che il giudizio sui risultati di quest'anno sia condizionato dalla vittoria della stagione scorsa.

Al di là comunque della valutazione del lavoro di Mancini tutti noi che abbiamo sognato continuità e senso di appartenenza e abbiamo parlato di riconoscenza e di rispetto, in questo momento, alla prova dei fatti e dopo tante vittorie memorabili, abbiamo perso il derby più importante.

giovedì 16 maggio 2013

Tutto scorre: guardiamo avanti!


di setteblu

πάντα ῥεῖ - Con questo post, intendo esprimere per l'ultima volta il mio stato d'animo sull'argomento. Nonostante io sia molto dispiaciuto per l'epilogo della vicenda, penso che il rapporto tra il City e Roberto Mancini resterà vivo ed indelebile nella storia di questo club. Ribadisco che il licenziamento del manager sia stata una scelta che io non avrei fatto. Non condivido però le idee di coloro che credono che il board sia pieno di ricchi idioti e che l'unico artefice dei nostri successi sia il manager. Questa società ha trasformato un club medio in un grande club e nessuno può mettere in discussione l'evidenza dei fatti.
Il manager ha avuto i suoi grandi meriti nel costruire la squadra e portarla verso i due trofei vinti.
Questa stagione è stata fallimentare perché con questa rosa - lo ripeto - il City avrebbe dovuto giocarsi il campionato almeno fino a un mese dal termine, evitare di farsi annientare in Champions League (l'Ajax grida vendetta e che il Borussia fosse addirittura di un altro pianeta lo si dice ora che è in finale, non ad ottobre....), evitare di farsi umiliare dall'Aston Villa in League Cup e vincere l'FA Cup visto il sorteggio così favorevole e la finale contro una squadra retrocedenda e poi retrocessa.
Credo che la stabilità sia da preferire ma se poi il board stabilisce che avendo fallito gli obiettivi il manager vada sostituito non si può gridare allo scandalo. Si può non essere d'accordo ma non si può cadere dalle nuvole come se i dirigenti fossero pazzi. Tanto più che nessuno di noi conosce le dinamiche interne ed i rapporti di lavoro di Carrington, Etihad e dintorni. Non mi sogno nemmeno di sparare a zero su Khaldoon, gli spagnoli o addirittura il mio Sceicco preferito; per favore, non scherziamo. La questione è stata gestita male anche e soprattutto in funzione del rinnovo del contratto di anno fa ma adesso dobbiamo guardare avanti con fiducia.
Ciao Bobby ManC, mi sarebbe piaciuto averti ancora in panchina ed alla guida della mia squadra. Grazie di tutto ed arrivederci.
CTID


martedì 14 maggio 2013

13 maggio - Gioie e Dolori

13 maggio 2012. Mancio, ti ricorderemo così!

di Cioccio


E' passato solo un anno da quando il City targato Mancini mi ha regalato l'emozione più grande della mia vita di tifoso di calcio. Solo il 13 maggio 2012 eravamo in paradiso, quello di ieri è stato invece un 13 maggio pieno di amarezza. Mi rattrista la modalità dell'esonero del Mancio: non condivido il suo licenziamento e credo che nel momento dell'addio meritasse almeno più rispetto. Avrei voluto vederlo congedarsi dal suo popolo all'Ethiad, sentire ancora una volta il coro che tutte le domeniche si alzava puntualmente dagli spalti dai Supporters Mancuniani e Manciniani. Invece Roberto ci lascia e viene allontanato con un comunicato della società molto stringato:

"E' con rammarico che il Manchester City Football Club comunica che Roberto Mancini è stato sollevato dal suo incarico. E' una decisione difficile per la proprietà, per il presidente, per il board ed è il risultato della review programmata a fine stagione che è stata anticipata a causa delle recenti speculazioni e per il rispetto dovuto a Roberto per quanto ha fatto per il Club. Nonostante lo sforzo di tutti la squadra non è riuscita a raggiungere gli obiettivi dichiarati ad inizio stagione, a parte la qualificazione alla Uefa Champions League. Questo, insieme alla necessità di sviluppare un approccio globale a tutte le tematiche di gestione del club, ha portato alla decisione di trovare un nuovo manager a partire dalla stagione 2013-2014. Brian Kidd assumerà ad interim la guida della squadra per gli ultimi 2 impegni di campionato e per il tour post-season negli Stati Uniti"

Il Presidente Khaldoon Al Mubarak ha dichiarato: "Lo score di Roberto parla da sé ed ha il rispetto e la gratitudine dello sceicco Mansour, mio e del Board per tutto il  lavoro e l'impegno dimostrato nel corso degli ultimi tre anni e mezzo. Mancini ha chiaramente anche assicurato l'amore e il rispetto dei nostri tifosi avendo, come aveva promesso, consegnato trofei e successi, rompendo un digiuno di vittorie che durava da 35 anni e conquistando il titolo nel 2012. Vorrei personalmente e pubblicamente ringraziarlo per la sua dedizione per la crescita della squadra che ha gestito e per il sua amicizia."

Mancini ha portato il club a vette da tempo sconosciute. Quinto posto 4 anni fa, quando subentrò a Mark Huges a stagione in corso, con qualificazione in Champions League persa al fotofinish sul Tottenham; FA CUP e qualificazione direttamente ai gironi in Champions League 3 anni fa; titolo di campione d'Inghilterra lo scorso anno; Community Shild e secondo posto quest'anno. Resterà per sempre indelebile macchia nella carriera di Mastrociliegia il sacco dell'Old Trafford, quando il City guidato da Mancini vinse per 6-1. Non dimenticheremo mai i 5 goal rifilati al Tottenham a White Hart Lane, il ritorno alla vittoria sul campo dell'Arsenal dopo anni di digiuno e le vittorie contro Liverpool e Chelsea. Saremo grati per sempre a Roberto per quanto ha fatto per il City.

Cosa ci sia dietro l'eseonero di Mancini non lo sapremo mai, possiamo solo provare ad immaginarlo. Faccio le mie ipotesi. Secondo me non era più molto amato nello spogliatoio. Forse Hart non ha gradito di essere ripreso quando cercò di spronare la squadra a suo avviso un po' molle: Mancini lo invitò a "Pensare a parare e basta". Magari Kompany si è risentito quando il manager si arrabbiò pubblicamente quando il difensore scese in campo con la nazionale Belga in precarie condizioni fisiche. Probabilmente Nasri non ha festeggiato le continue critiche del tecnico nei suoi confronti. La gestione "paternalistica" del caso Balotelli secondo me può avere irritato non poco la squadra. Certo è che, né prima né dopo l'esonero, ho sentito voci dallo spogliatoio alzarsi in difesa di Mancini. L'arrivo della coppia Ferran Soriano Txiki Begiristain, rispettivamente Chief Executive e Direttore Tecnico, hanno poi dato inizio alla "Era Borbonico-Mancuniana" e sicuramente il manager italiano non era un uomo di fiducia dei due spagnoli alla guida della società. La carenza di risultati ha fatto il resto.

Cosa succederà domani? Penso che al temine del campionato spagnolo verrà presentato Manuel Pellegrini alla guida della squadra. Soriano e Begiristein sono troppo esperti per esonerare Mancini senza avere pronta l'altenativa. L'allenatore cileno è sicuramente più noto e gradito di Mancini ai due iberici che dirigono il club: ha infatti guidato Villareal, Real Madrid e Malaga con ottimi risultati negli ultimi 10 anni. Avremo tempo per conoscere e presentare il sostituto di Mancini.

Mancio rimarrà sempre nei nostri cuori ma certamente ogni tifoso vero del City deve fare proprio questo sillogismo:
Sono un tifoso del City
Se Pellegrini sarà l'allenatore del City
Io sarò un tifoso di Pellegrini


lunedì 13 maggio 2013

Facciamoci del male


di setteblu

Ognuno di noi ricorda bene le emozioni di un anno fa: il 13 maggio 2012 il goal di Sergio Aguero contro il QPR trasformò in champagne il sangue di tutti i tifosi del City, consegnandoci un titolo meraviglioso e lungamente atteso. Quel giorno Roberto Mancini entrò definitivamente nel cuore di ogni tifoso blue degno di questo nome, scrivendo il suo nome nell'Olimpo dei Più Grandi di Sempre nella nostra sofferta Storia. Quel giorno pensai, tra me e me: è solo l'inizio, siamo destinati a stare ai vertici, a vincere spesso e volentieri e lo faremo con quest'uomo, un manager che ha dimostrato nei suoi anni da allenatore di essere capace di plasmare le squadre, di trasmettere una mentalità vincente, di reggere la pressione, di valorizzare i giocatori. Gli inglesi amano molto la stabilità in panchina ed anche il nostro board sembrava confermare questa tendenza, facendo firmare al Mancio un contratto di cinque anni.

Il nostro amato club però è particolare: è bastato un anno senza vittorie e con alcune polemiche ed oggi ci ritroviamo con una situazione che definire incredibile rispetto alle premesse di dodici mesi fa è un eufemismo. Nelle ore precedenti alla partita che assegnava la Coppa d'Inghilterra, è uscita come una valanga una ridda di voci sull'imminente esonero del manager. Molti media inglesi e spagnoli hanno scritto a piene mani che Ferran Soriano e Txiki Begiristain hanno di fatto ingaggiato Manuel Pellegrini al posto di Roberto. Sembra incredibile, davvero. Da settimane ci siamo sorbiti i rumours di mercato ed io, come credo molti di voi, ho sempre pensato che fossero stupidaggini messe in giro per creare un po' di suspense di mercato.

Prima - e più importante - questione: possiamo davvero mandare via Mancio? E' davvero possibile cacciare un manager capace di vincere una FA Cup ed una Premier League in due stagioni? Può una stagione andata male - anche e soprattutto per un mercato ridicolo gestito male dalla società nello scorso agosto - determinare un evento così assurdo come l'esonero? Certo è che l'arrivo dei due spagnoli ha cambiato molto la strategia del club. Io personalmente trovo insensato anche solo pensare di mandare via Mancini ma è chiaro che la decisione sarà presa per motivazioni che noi non conosciamo e che vanno al di là della sconfitta contro il Wigan. Forse la disastrosa campagna europea, forse i troppi punti di distacco dai cugini di campagna, forse la voglia dei due iberici di dare una svolta anche tattica alla squadra, forse difficoltà nei rapporti interni che noi non possiamo comprendere appieno, forse di tutto un po'.

Dobbiamo ricominciare tutto daccapo? La risposta è , ragazzi. Chi tra voi si aspetta il colpo di coda, la sorpresa dell'ultimo minuto è destinato a rimanere deluso: è ovvio che il cambio in panchina sia cosa fatta, è inimmaginabile sperare che sia tutto uno scherzo. La sconfitta in finale non ha aiutato, anzi ha dato una specie di giustificazione contingente ad una decisione presa da settimane. In questi mesi le aperte polemiche di Mancio nei confronti di Joe Hart, Samir Nasri, Micah Richards e Vincent Kompany non hanno migliorato il clima a Carrington. La continua difesa di Balotelli non ha aumentato le quotazioni del manager jesino nelle segrete stanze di Abu Dhabi. La società anche oggi è rimasta in silenzio. Un silenzio che non si è rotto nemmeno con le provocazioni di Mancini sui motivi delle smentite mai arrivate sui rumours. I tifosi a Wembley invece  si sono sbilanciati, gridando il proprio amore a Mancio e soprattutto la propria riconoscenza. Oggi un ragazzo è andato all'Etihad a manifestare da solo la propria contrarietà per questa ipotesi. Pur non condividendo la decisione, trovo però esagerato e fuori luogo leggere insulti rivolti contro la proprietà. Mansour e Khaldoon faranno una scelta a dir poco azzardata ma non si può dimenticare ciò che questo board ha fatto per noi e per la nostra squadra. Non buttiamo via tutto, non creiamo un ambiente assurdo. Proviamo ad accettare la scelta e a ricordarci che dividerci non serve a niente. Personalmente sono tifoso di questa squadra da ben prima dell'arrivo di Mancini. Fui molto dispiaciuto quando andarono via Joe Royle, Kevin Keegan, Sven Goran Eriksson ma il City resta e va avanti. Non dimentichiamocelo, mai. Oggi Cioccio, anche lui stupefatto e dispiaciuto, mi ha però detto: "sarò il primo tifoso di Pellegrini nel momento in cui firmerà il contratto".

Non so dare un giudizio su Manuel Pellegrini. Non lo conosco abbastanza. Il curriculum non è esaltante ma non è questo il punto. Sono certo che sia un bravo allenatore, sono certo che le sue squadre possano giocare un buon calcio ma la mia grande perplessità riguarda il fatto che dovremo ricominciare tutto dall'inizio, bruciando l'esperienza maturata da Mancio e dal suo staff, sperando che il nuovo ciclo possa essere vincente e convincente. Probabilmente cambieremo modo di giocare, punteremo su nuovi giocatori e vedremo quale sarà il rendimento della squadra. Resta una grande amarezza. Sono affezionato a Mancini ed avrei gradito molto vederlo sulla mia panchina per tanti anni ancora. E' quasi certo che non sarà così e mai avrei pensato di festeggiare l'anniversario del titolo in questo modo. Ma il City è particolare e non perde mai - neanche da club ricco - l'occasione di ricordarcelo


mercoledì 6 febbraio 2013

6 febbraio 2013

Primo programma dopo la tragedia

di setteblu

Oggi ricorre l'anniversario numero 55 della tragedia aerea di Monaco nella quale morirono i giocatori del Manchester United, i giornalisti ed anche Frank Swift, portierone del City al seguito della comitiva.
Tutto il nostro rispetto.
RIP

#RESPECT
 

lunedì 4 febbraio 2013

Su la testa!



di setteblu

Dopo il pareggio di ieri ad Etihad contro un ottimo Liverpool, il City è secondo con 53 punti, a nove lunghezze dai cugini di campagna dopo 25 partite disputate. Ha ragione Mancio a dire che il titolo non si assegna a gennaio ma è ovvio che servirà un miracolo per recuperare così tanti punti ai red devils nelle restanti 13 partite a disposizione. Il City dovrà vincere la quasi totalità delle gare - compreso, s'intende, il derby ad Old Trafford - sperando che lo United operi un suicidio collettivo, perdendo una quantità di punti ad oggi difficile da immaginare.

Cosa ci ha detto la stagione fino ad oggi? Lo United ha vinto ben 20 partite (su 25), pareggiando due sole volte e perdendo in tre occasioni. La squadra di Sir Mastro Ciliegia, beneficiando anche dell'arrivo di Van Persie, ha realizzato 60 reti incassandone 29, non poche a dir la verità. La proiezione porta a 94/95 punti, vetta raggiunta solo dal Chelsea di Jose Mourinho nella stagione 2004/05. Nel caso lo United finisse la stagione in quel modo, cosa potremmo dire? Continuo a credere che sarà difficile, se non impossibile, mantenere questo rendimento per la squadra di fuori Manchester ma ciò non significa che il City possa raggiungere la vetta della classifica. E' vero che loro non possono continuare così ma è altrettanto vero che difficilmente noi possiamo vincere praticamente tutte le partite e ri-laurearci Campioni. Le ultime gare hanno dimostrato che, nonostante un'indubbia solidità, la nostra squadra non gioca ai livelli conosciuti lo scorso anno, non ha la stessa capacità di produrre occasioni da rete e soprattutto non ha la fluidità e la concretezza della stagione trionfale 2011/12.

I ragazzi hanno fatto 53 punti in 25 partite, realizzando 47 reti (ben 13 in meno dei nostri avversari), subendone 21 e perdendo due sole gare. Stiamo facendo la migliore stagione della nostra storia, a parte quella dell'anno scorso. La proiezione finale è di 80/81 punti, quota abbondantemente sufficiente in molte delle scorse stagioni per vincere il titolo. Potremmo rimproverare molto alla squadra, al manager, al board? Io dico di no: se c'è una squadra che batte tutti i record degli ultimi 10 anni dobbiamo prenderne atto e basta. Allo stesso tempo dico che non credo affatto che alla fine della stagione ci saranno 15 punti tra noi e loro ma non penso che sia pronosticabile una rimonta, seguendo la logica. Poi è possibile tutto e quindi continuare ad aver fiducia non costa nulla.

Mi pare evidente il fatto che, dopo un inizio difficile, la fase difensiva della squadra sia decisamente all'altezza di una squadra campione. Abbiamo per distacco la miglior difesa della Premier. Sulla fascia destra abbiamo il grandissimo Pablo Zabaleta, dopo aver perso un giocatore di non poca importanza e cioè Micah Richards - adatto anche a fare il centrale - oltre a Maicon. Al centro Vincent Kompany e Matjia Nastasic si sono dimostrati una coppia ben assortita ed affidabile. Kolo Toure è una valida alternativa e Joleon Lescott è un difensore sempre solido nonostante le sue solite amnesie e difficoltà. Gael Clichy resta uno dei migliori laterali della lega, sia dal punto di vista dell'affidabilità difensiva che delle qualità offensive. Aggiungo: da tre stagioni abbiamo la migliore difesa d'Inghilterra e sfido chiunque a negare la mano del manager. La stabilità difensiva della squadra è frutto del costante e meticoloso lavoro di Roberto Mancini e del suo staff. Forse avrei gradito in estate un centrale più esperto e pronto di Nastasic ma alla luce dei fatti direi che puntare sul serbo sia stata una scommessa vinta, soprattutto in prospettiva.

Come sempre, la chiave di volta è il centrocampo. E' chiaro che sul mercato abbiamo fatto degli errori. Il centrocampo campione d'Inghilterra era formato da Nigel de Jong, Yaya Toure, James Milner, Gareth Barry e poi da David Silva, Samir Nasri, Adam Johnson, tralasciando David Pizarro ed Owen Hargreaves. In estate sono andati via gli ultimi due citati e Nigel de Jong, ormai prossimo alla scadenza. Sono arrivati Javi Garcia per sostituire l'olandese, Scott Sinclair in luogo di Adam Johnson, Jack Rodwell come prospetto per il presente ed il futuro. Mancini ha sperato per tutta l'estate di portare a Manchester Eden Hazard, funambolico centrocampista offensivo belga. Cosa cercava Mancio? Probabilmente non troppo convinto delle qualità e dell'apporto di Nasri (un errore comprarlo, ahime), il manager voleva un giocatore di grande qualità tecnica per aumentare la creatività e il talento nella fase offensiva. Un alter ego di Merlino Silva, in pratica. Il talentino è poi andato al Chelsea e noi siamo rimasti senza alternative plausibili. Come possiamo valutare il rendimento del centrocampo? Direi positivamente dal punto di vista dell'approccio difensivo, nonostante la lentezza di Garcia (meno forte di NDJ) e l'impalpabilità di Jack Rodwell. La nota dolente viene dall'apporto alla fase d'attacco. Se nel 2011/12 i centrocampisti hanno dato un contributo complessivo di ben 27 reti, ad oggi il totale è di 14 segnature ed è difficile credere che potranno raggiungere i livelli dello scorso anno. Creiamo poco. Lo abbiamo visto anche ieri contro il Liverpool, come in altre occasioni. La squadra non crea occasioni da rete come l'anno scorso e quelle che crea non vengono trasformate come lo scorso anno. Le uniche fonti di creazione di gioco sono David Silva e Yaya Toure. Se gli avversari bloccano i nostri due fenomeni, la squadra non pare avere risorse per trovare una soluzione. Lo scorso anno Adam Johnson dava la possibilità di attaccare in modo differente, ampliando il gioco, spaziando sulle fasce, attaccando la profondità in contropiede e non disdegnando di siglare in prima persona la rete, magari decisiva. Inutile dire che Scott Sinclair non sia stato all'altezza della situazione.

I quattro attaccanti - oggi tre - hanno a mio avviso risentito della minor fluidità di gioco del collettivo. Naturalmente Carlos, Edin e Kun SSL non sembrano all'altezza delle loro qualità, a mio avviso immense. Ognuno di loro dà il proprio contributo ma manca quel killer instinct conosciuto la scorsa stagione, caso Tévez a parte. L'Apache ha segnato 7 reti, il Kun Sempre sia Lodato 9, Edin Dzeko 11 e Balotelli soltanto 1. Ad oggi Robin Van Persie ha messo 18 palloni nel sacco, Shrek 10, Chicharito Hernandez 8 (quasi sempre decisivi), Wellbeck 1. Lo United è progettato per creare gioco ed innescare i cecchini là davanti e le occasioni fioccano, al di là della fortuna che a volte assiste la squadra di Sir Mastro Ciliegia. La differenza è nel gioco offensivo e nella capacità realizzativa.

Due parole sul Manager. Leggo un po' ovunque - nei forum degli altri club ma anche sui media, britannici e non - critiche al nostro allenatore. Mancio è definito sopravvalutato, un tecnico incapace di schierare le squadre. Il City è definito un'accozzaglia di campioni e basta. Ieri Marianella ha detto che ci manca personalità. Ho appreso che Brendan Rodgers ha dimostrato di avere annientato Mancio dal punto di vista tattico (!). Dunque dunque. Mancini ha vinto ovunque sia stato e SPESSO le sue squadre hanno giocato un bellissimo calcio. La Lazio del 2002/03 è stata una delle squadre più spettacolari degli ultimi anni in Italia, la sua Inter ha vinto non giocando peggio di quella di Mourinho, il City ha dapprima vinto la FA Cup basando la sua forza sulla fase difensiva - mai casuale avere sempre la migliore difesa - e lo scorso anno ha giocato come "solo in Paradiso" (questa è per Tirzan) per 4/5 mesi! Abbiamo dato SPETTACOLO e non solo per la qualità dei giocatori ma per un progetto di gioco meraviglioso, soffrendo nel momento centrale della stagione e vincendo meritatamente il titolo, con il MIGLIOR attacco e la MIGLIOR difesa! Di che parliamo???
Certo, Mancio ha dei limiti ma non scherziamo, per favore! Come lui stesso ha detto, non abbiamo comprato Messi, Ronaldo, Iniesta, Xavi, Ibrahimovic! Auguro la stessa gloria di Mancio al neo-fenomeno Brendan Rodgers, manager di un Liverpool eliminato in League Cup dallo Swansea ed in FA Cup dall'Oldham, settimo in graduatoria a 26 punti dalla vetta con Luis Suarez, Steven Gerrard, Daniel Agger e Glen Johnson in squadra avendo speso £46 milioni per Borini, Allen, Sturridge e Coutinho. Criticare Mancini è diventato un passatempo internazionale ed i FENOMENI spuntano come i funghi. Meno male che i nostri arabi sono ricchi ma non scemi....

PS. Oggi ricorre l'anniversario numero 9 di una delle partite più entusiasmanti e gloriose della nostra storia. Il 4 febbraio 2003, a White Hart Lane contro gli "amati" Spurs" per l'FA Cup, i blues vinsero 4-3 dopo essere stati sotto 0-3 al termine del primo tempo. Sylvain Distin, Paul Bosvelt, SWP e Jonathan Macken fecero il miracolo.....partita epica, degna di un prossimo City Retro.....


mercoledì 16 gennaio 2013

La Banda Bassotti


Mi pare cosa buona e giusta riportare l'articolo di oggi pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, a firma di Stefano Boldrini, su un argomento che ci sta particolarmente a cuore. Il continuo ed insopportabile chiacchiericcio delle Anime Vergini e Pure contro il City che rovina il calcio ed i suoi Sacri Valori in realtà è un volgarissimo paravento per la difesa di interessi che con la purezza non hanno nulla - proprio nulla - a che fare. Guardate un po' cosa scrive Boldrini, citando l'articolo di una firma d'autore del giornalismo sportivo inglese. Buona lettura, cari miei. 


"Van Persie era praticamente nostro ma all'improvviso sucesse qualcosa e fu venduto al Manchester United". Questa frase di Roberto Mancini ha ora un significato più chiaro dopo la notizia in esclusiva pubblicata ieri dal Daily Mail e firmata da Martin Samuel, attualmente forse il giornalista sportivo britannico più importante. La storia è questa: Arsenal, Manchester United, Liverpool e Tottenham hanno firmato una lettera indirizzata a Richard Scudamore, capo esecutivo della Premier League, per sollecitare maggior rigore nei controlli del fair play finanziario. "Non crediamo che le ultime proposte siano abbastanza incisive. Ogni regola finanziaria deve prevedere misure significative per limitare i proprietari responsabili di perdite consistenti".




Questo documento è un attacco dichiarato a City e Chelsea, i club che hanno dominato la scena inglese negli ultimi anni. E' un cartello, che oppone le società storiche ai parvenu. Da una parte le tre proprietà statunitensi (lo United dei Glazer, il Liverpool del gruppo Fenway, l'Arsenal di Kroenke) ed un uomo di affari inglese di cultura ebraica (il Tottenham di Daniel Levy), dall'altra un oligarca russo (Abramovich e il Chelsea) e uno sceicco arabo (Mansour, padrone del City) che ha deciso di investire a Manchester per lanciare sul suolo britannico la compagnia aerea Etihad, guarda caso concorrenziale dell'Emirates, in quota Arsenal. Come fa notare Samuel nel suo articolo, i quattro firmatari non sono associazioni di solidarietà ma società che hanno a cuore i loro profitti e che, nel caso dello United, sono indebitatissimi: 400 milioni di euro di esposizione. Anche il Liverpool, complici le follie dell'era Dalglish, non se la passa troppo bene e ha la grana stadio da risolvere. Anfield è...vecchio e i proprietari dei Reds hanno commissionato il progetto del nuovo impianto a uno studio statunitense - guarda caso - spendendo 60 milioni di euro.

Chelsea e Manchester City hanno rotto un equlibrio secolare. Si qualificano regolarmente in Champions - il Chelsea è anche campione in carica - e tolgono spazio alla concorrenza. La Champions è il business più importante per i club. Garantisce introiti immediati - con le quote di partecipazione, la biglietteria ed i diritti tv - ma anche futuri con merchandising e sponsor. Chelsea e City possono contare su un portafoglio illimitato ma non sono i classici ricchi e scemi. Il City ha avviato i lavori per realizzare un centro sportivo kolossal. Sorgerà accanto allo stadio Etihad e l'obiettivo è costruire una cantera in stile Barca. Il fair play finanziario è l'unico modo per frenare oligarchi russi e sceicchi. Inglesi ed americani, cugini anglossassoni, sono nuovamente alleati. Come sempre. Si scambiano favori e questo spiega l'affare Van Persie: il City avrebbe pagato la stessa somma e offerto un contratto superiore all'olandese ma per motivi politici ha funzionato l'asse United-Arsenal. Mancini, quando disse quella frase, alludeva a questo"

PS. Viste le firme congiunte a fondo pagina? Liverpool, United e Tottenham non saranno così indebitati da non potersi permettere una carta intestata? O avranno fatto un gemellaggio United-Liverpool e Arsenal-Spurs? Che belle coppie...

mercoledì 12 dicembre 2012

One love, one life, one City


di Setteblu

E' stato un weekend molto particolare per me. Sono tornato lunedì sera tardi in Italia dopo aver trascorso gli ultimi quattro giorni a Manchester. Le circostanze che mi hanno portato ad Etihad sono piuttosto originali, diciamo così. Mio fratello Claudio ha pensato bene di farmi un regalo indecente per il mio quarantesimo compleanno, caduto il 7 settembre: portarmi al derby. Dopo settimane di ricerca dei biglietti a mia insaputa, solo pochi giorni prima della partenza mi ha confessato il segreto, dandomi la meravigliosa notizia unitamente ad una un po' meno affascinante: c'era un solo biglietto per la partita.
Venerdì e sabato sono stati dedicati ai mercatini di Natale ed ai vari negozi di dischi della città, meta fondamentale per chi, come me, si è avvicinato a Manchester grazie alla musica degli anni 80/90.
Domenica mattina abbiamo lasciato l'albergo in Portland Street, salutato sua moglie e sua figlia e ci siamo diretti allo stadio, intorno alle 11. Il tempo non prometteva niente di buono, pochissima gente era arrivata ad Etihad e la Greater Manchester Police sembrava avere il monopolio delle strade adiacenti al campo. Raramente ho visto così tanta polizia nei dintorni di uno stadio inglese. Ero molto teso per il biglietto.
Ad un tratto ci si è avvicinato un ragazzone molto giovane e ci ha chiesto se avevamo bisogno di biglietti. Mi onoro di avere una discreta conoscenza della lingua inglese e soprattutto dell'inflessione di Manchester ma devo dire che non è stato facile capire le sue parole. La situazione era comica: sia noi che lui eravamo piuttosto circospetti e diffidenti reciprocamente (ci siamo chiesti a vicenda se eravamo poliziotti!!!), il ragazzo parlava a 200 all'ora e mio fratello mi chiedeva "Cos'ha detto???" senza darmi il tempo di capire le parole sbiascicate del ragazzo! Dopo un'interminabile trattativa, siamo arrivati alla conclusione. Naturalmente mi sono chiesto - da tipico italiano abituato a vedere sospetti e complotti ovunque - se il biglietto fosse valido o falso ma a quel punto non avrebbe avuto senso indugiare ancora. 



Poco dopo, eccoci nell'atmosfera precedente alla partita più importante della stagione. Ho trovato lo stadio molto cambiato rispetto alla volta precedente, datata 2005. I dintorni sono organizzati in modo completamente diverso. Il vecchio Reebok City è diventato City Store, un negozio bellissimo su due piani. Nei pressi della tribuna è stato montata una struttura, City Square, nella quale molti tifosi trascorrono il proprio tempo guardando immagini di partite d'annata in un mega schermo ed ascoltano i due presentatori Hugh Ferris e la splendida Natalie Pike nelle interviste ad ex giocatori e/o a celebrità mancuniane tifose del City. (Per dire, il 13/5/2012 gli invitati erano Billy Duffy e Johnny Marr, i due chitarristi da me talmente amati da essere diventato blue grazie a loro). Nell'occasione ho stretto la mano a Joe Corrigan, leggendario portierone dell'era Mercer-Allison.



Dopo aver scattato alcune foto mi sono deciso a tentare la fortuna, avvicinandomi all'entrata per verificare l'autenticità del mio biglietto. East Stand, Level 3, Posto 202, Fila X, Entrata G. Al comparire della luce verde ho avuto una sincera emozione, potete immaginare. Salutato mio fratello, rimasto a guardare la mia procedura d'entrata pieno di fiduciosa tensione e diretto al Level 1, mi sono incamminato lungo la salita per entrare dentro. I corridoi che portano poi alla scala d'accesso al campo ospitano diversi bar e moltissimi tifosi sono presi a chiacchierare in modo più concitato che mai. Ho conosciuto una coppia, reduce da Dortmund, con la quale ho scambiato opinioni varie; mi hanno raccontato che Mancio gode di una stima immensa e che, come ogni tifoseria inglese, i tifosi blues vorrebbero che restasse per tanto tempo sulla panchina della squadra.
Salito sugli spalti, l'emozione è cominciata a farsi forte. La colonna sonora mi era molto familiare: "Bigmouth strikes again" (The Smiths), "Bring it on down" (Oasis) fino all'entrata delle squadre sul prato dell'Etihad: "Right here, right now", leggendario pezzo di Fatboy Slim, vero e proprio inno moderno del City, colonna sonora della VHS della stagione 1998/99, finale di Wembley compresa. Mi sono commosso, sinceramente. Ero lì, nel mio stadio, a tifare la mia squadra, nella città che mi ha rubato il cuore 25 anni fa grazie alle band che in qualche modo hanno fatto da soundtrack alla mia vita
E' stato bello condividere la delusione dei goal subiti, meraviglioso condividere la gioia con il ragazzino accanto a me quando Zabaleta ha messo nel sacco il pallone del pareggio. Un piccolo aneddoto: nella fila sopra la mia, c'erano due tifosi in borghese dello United. Due ragazzi civili e rispettosi, sorridenti e simpatici. Quando Tévez ha commesso fallo su Rafael al minuto 93, mi sono steso disperato sui sedili lasciati liberi dai miei vicini; mi ero già immaginato il finale. Uno dei due mi ha sorriso - senza malizia - e mi ha dato un buffetto, una specie di carezza. Quando la palla è finita in porta, ho avuto un momento di sconforto quasi insopportabile: ma come, dopo tutta sta fatica, perdiamo così? Ho avuto anche l'ingenua speranza che nei secondi finali i ragazzi potessero pareggiare, prima di capire ben presto che i giochi erano fatti. Mi sono girato verso i due ragazzi e ci siamo sorrisi. Detto tra noi, ne vado orgoglioso. Sia del mio comportamento che del loro. Credo che i tifosi e le persone perbene non debbano perdere tempo a discutere e/o giustificare soggetti che tirano monetine in campo o che invadono per fare soltanto confusione. A me non interessa, personalmente. Al fischio finale, ho abbracciato il mio vicino di posto, salutato sorridendo i due infedeli e sono sceso giù. 
Dopo dieci minuti, io e mio fratello ci siamo incontrati con Duncan, vecchio amico mancuniano mio e di Noodles, dopo 7 anni. Obiettivamente scosso per il finale, Duncan mi ha presentato Chris ed insieme siamo andati nel centro città. E' stato bello rivederlo e spero di ripetere l'avventura in primavera per la prima trasferta ufficiale del ManchesterCity.it Rome Branch.


La partita

Che dire? Domenica sera ho rivisto gli highlights a Match of the Day, la trasmissione calcistica della BBC 1. In studio Alan Hansen e Michael Owen. Le immagini non danno un'idea esatta dell'andamento della gara. Lo United ha giocato molto meglio di noi nel primo tempo, almeno dal 15° minuto. Mi è sembrata una squadra più organizzata, più determinata e coesa della nostra. E' vero che non hanno avuto altre occasioni oltre ai goal ma mi sono sempre parsi pericolosi. Noi abbiamo a mio avviso pagato alcune scelte da parte di Mancio: schierare Balotelli dall'inizio è stato un errore, Clichy mi è parso in balia di Valencia, Nastasic e Kolo hanno chiare responsabilità sul raddoppio di Rooney. Nel complesso credo che i nostri cinque assi della scorsa stagione (Hart, Kompany, Silva, Yaya ed il Kun) siano ampiamente sotto le proprie potenzialità, in questa stagione. Sulla base di ciò, è impossibile pensare di tenere lo stesso rendimento dei primi mesi del 2011/12. Nella ripresa siamo cresciuti e lo United non ha avuto la ferocia per metterci KO; è vero che il goal di Young - visto alla moviola - era regolare ma sinceramente allo stadio sembrava fuorigioco netto e in generale i red devils non hanno spinto davvero per cercare il terzo goal. Carlos Tévez ha avuto un impatto - anche spirituale - sulla partita ben superiore rispetto a Balotelli, degno del commento di ieri sul Times: nessuna squadra può ritenersi seriamente ambiziosa se schiera Balotelli in una partita così. Forse un po' caustico il commento ma riflettiamoci su. Il campionato è lunghissimo, ci sarà tempo per fasciarsi la testa.



Le polemiche sul blog

Partiamo da un concetto: se una persona sceglie nel 1999 di tifare per il Manchester United (anno del Treble) non può fare la morale a noi perché saliamo sul carro del vincitore. Fa semplicemente ridere. Io non intendo scrivere qui da quanto tempo sono tifoso di questo club unico al mondo, non è importante. Non mi debbo/posso giustificare davanti a tifosi dei cugini di campagna. Anche se fossimo tutti tifosi recenti non è un problema dei tifosi degli altri club. Non ti piacciamo? Che problema è?
Poi: lo United ha più storia di noi, lo United è passione vera, è leggenda, ha i giocatori migliori, ha vinto tantissimo scegliendo sempre giocatori poco costosi (!), rappresenta il calcio inglese, ha il miglior manager di tutti i tempi, attrae i bambini per la sua politica dei giovani, ha la maglia più bella del mondo, lo stadio più bello del mondo, il merchandising più elegante del mondo e generalmente i suoi tifosi ce l'hanno più lungo del nostro mentre noi non abbiamo storia, abbiamo un manager poco sportivo, tifosi di plastica che salgono sul carro del vincitore, lo Sceicco spendaccione, uno stadio regalato dal Comune, fans violenti, supporter italiani finti, una squadra senza fascino, piena di mercenari. Resa giustizia a queste inconfutabili verità, la domanda è: e quindi?
Nel caso i tifosi delle altre squadre abbiano solo questo genere di argomenti, il mio invito è il solito: statevene a casa vostra e non venite a trovarci. Ve ne saremo grati, grazie. Sentitevi liberi di accettare serenamente questo invito.

PS. Due parole ai ragazzi blues che partecipano al blog. Appena atterrato a Roma lunedì sera, ho acceso il telefono e mi sono letto tutti i vostri commenti alla partita, compreso il mio veloce appunto scritto dall'internet Point dell'Ibis Hotel di Manchester. E' evidente la passione e la partecipazione di ognuno di noi, indipendentemente dal proprio curriculum e dagli anni di militanza. Vi abbraccio.


giovedì 25 ottobre 2012

Profondo Blue


di Setteblu

Roberto Mancini al termine della partita all'AmsterdamArena: "Non è un problema tattico, assolutamente. Quando giochi partite così, dovresti avere il giusto spirito. Siamo un club giovane per la Champions, è solo il secondo anno che la giochiamo. Abbiamo bisogno di fare di più. Dobbiamo fare meglio di così. Non abbiamo molto tempo per recuperare terreno. Dobbiamo mettere in campo tutto ciò che abbiamo. Ora è molto difficile. Abbiamo un punto solo e solo il 5% di possibilità di passare il turno. Dovremmo vincere tutte le partite di qui alla fine e non so se sarà possibile giocando così. Se giochi con il giusto spirito sei all'altezza di giocare in Champions League, altrimenti non lo sei. Questo è il problema".

Ho letto tutte le vostre considerazioni, i vostri commenti, i vostri scambi di opinione. Ognuno ha la propria idea. Alcuni pensano che i giocatori siano sopravvalutati, altri che l'allenatore non sia all'altezza, altri ancora sono fiduciosi. Io sono sbalordito, più che altro. Credo sia difficile dare torto a qualcuno di voi. Probabilmente tutti avete un'opinione che porta un fondo di verità. 

Credo che sia il caso di intendersi su alcuni concetti di base. Che obiettivi abbiamo in Champions League in questa stagione? Quale può essere un obiettivo realistico? Tralasciando i voli pindarici (da me mai condivisi) che ci proiettano sul podio o addirittura alla vittoria, un obiettivo onesto è (era) quello di passare il turno. Il primo turno. Certo, abbiamo avuto in sorte un girone difficile ma anche gli altri, almeno sulla carta. Real Madrid, Borussia Dortmund, Ajax. Noblesse oblige del calcio europeo, Gruppo della Morte etc etc.

Dopo tre partite il City ha un punto solo (praticamente rubato) ed è ultimo staccato. Sconfitta a Madrid dopo aver concesso una quindicina di occasioni da rete, pareggio casalingo contro il Borussia dopo aver concesso un'altra quindicina comoda di palle goal, sconfitta atroce ieri sera addirittura dopo essere passato in vantaggio contro una squadra chiaramente più debole.

Non trovate che i discorsi sullo "spirito", sulla "mancanza di esperienza in Europa", sulla "squadra giovane" per questi palcoscenici, sulla "necessità di avere pazienza per vincere" siano COMPLETAMENTE fuori luogo, ragazzi? O meglio, è tutto vero ciò che scrivete ma NON riguarda la nostra situazione attuale. 

Non si tratta di competere per vincere, ma di competere per partecipare. Dopo tre partite il City è una specie di Calimero, sballottato e umiliato in tutte le partite e soverchiato sul campo. I leoni che deliziano i nostri pomeriggi inglesi diventano canarini in campo europeo. A me non importa niente di "fare esperienza imparando dalle sconfitte, prima di vincere la Champions". Mi sembra un obiettivo un filino ambizioso e fuori portata al momento. Mi basterebbe lottare - giocarmela alla pari - per passare il PRIMO TURNO. Vorrei arrivare sul tetto del Monte Bianco ma se non riesco nemmeno a salire su una sedia è inutile porsi altri obiettivi. Questo è il problema vero: non è che non siamo abbastanza forti ed esperti per vincere...non siamo abbastanza forti per giocarci il passaggio ai turni successivi. Per il secondo anno consecutivo. E mi pare grave. O no?
Perchè il City gioca come una squadretta di periferia? Perchè lo squadrone che ha vinto il campionato inglese quattro mesi fa diventa una squadra materasso in Europa? Beninteso, io non ho una risposta a queste domande. Io davvero non ho idea del perché. Non mi basta leggere che manca lo spirito (anche qui vorrei sapere il perché). Certamente Mancio conosce i motivi. Sa bene lui il perché ci sciogliamo come neve al sole. Perché gli avversari in Europa corrono il doppio. Perché Yaya, Kun, Merlino, Tévez etc sembrano dei bambini usciti dalle giovanili. Io non ne ho idea.

Un discorso a parte merita la fase difensiva e qui voglio parlare anche delle partite "domestiche". Se non ho fatto male i conti abbiamo subito 22 reti in 13 partite. 1,69 di media. Vincent Kompany è l'ombra di se stesso. Joleon Lescott è palesemente un giocatore non all'altezza di palcoscenici come questi. Siamo indifesi. Non possiamo pensare sempre di rimontare, di fare 3 o 4 goal, di partire sempre con l'handicap ad OGNI partita. Prima o poi si smette di rimontare. E poi perché Nastasic viene buttato nella mischia a Madrid e poi non gioca più? Qual è il senso? Si possono spendere 200 milioni ed avere Lescott titolare? A Kompany cosa succede? Non è più il giocatore che abbiamo conosciuto nelle ultime stagioni. I centrali fanno errori individuali incredibili (leggi secondo e terzo goal ieri, espulsione di Milner @ WBA, rete di Shane Long sempre a Birmingham etc etc).

Concludo: non è un problema essere fiduciosi, ottimisti, pessimisti o altro. Si tratta di analizzare i fatti e provare a chiedersi il motivo di ciò che accade. Non è cambiando allenatore o stravolgendo la squadra al mercato che si gettano le basi per un decente futuro europeo. Io credo in Mancini e credo nei giocatori che ci hanno regalato il titolo pochi mesi fa. Ma tutti hanno li dovere di dare delle risposte. Se non a noi tifosi, almeno alla Società. E l'unico modo per migliorare: capire cosa succede e porvi rimedio.




giovedì 6 settembre 2012

Facciamo tendenza?



di Setteblu

Questa è proprio incredibile. Stavo cercando sul web un'immagine del famoso personaggio di Pinocchio, tale Mastr'Antonio, il falegname amico di Geppetto soprannominato Mastro Ciliegia. Non devo spiegarvi perché, giusto?

Bene, cercando l'immagine cosa mi è capitato davanti? Nelle "Immagini relative a Mastro Ciliegia", a pagine 7 cosa trovo? Non ci crederete ma trovo un logo del Manchester United. Clicco immediatamente sull'immagine (turandomi il naso e fasciandomi il dito) e trovo questo stupefacente articolo sul sito RTRSPORTS.COM, del 17 luglio 2012.

Ecco l'incipit:
Quest'anno i tifosi del Manchester United hanno riso poco e pianto tanto. Doop il Community Shield vinto ad inizio anno, dal valore prudenzialmente calcisticamente stimato in una brioche vuota e in un cappuccio tiepido, all'Old Trafford di gioie se ne son viste poche. Nel conto, per i diavoletti agli ordini di Mastro Ciliegia Sir Alex Ferguson, ci sono un'uscita deludente dalla Champions e soprattutto la Premier League persa al novantatreesimo con la zampata del Kun Aguero. Mannaggia a lui.

Ragazzi, vi rendete conto? Vi suona familiare? Chi è che chiama lo scozzese appassionato di alcol etilico "Mastro Ciliegia"? Che ne dite, facciamo tendenza noi amici blue (copyright MF)?  Che spettacolo!!!!!

L'articolo è qui!

PS. L'articolo ci ricorda che i Secondi Cugini sono - per distacco - il club sportivo col più alto valore al mondo: 2,23 miliardi di dollari al mondo, ben 19% più del Real Madrid. Al terzo posto i New York Yankees, al quarto i Dallas Cowboys, seguiti da Washington Redskins, Los Angeles Dodgers, New England Patriots, il Barca, i New York Giants e l'Arsenal. 

Due note a margine: noi ed il Chelsea non siamo nei primi 10. E poi: Mastro Piagnone Ciliegia ripete tutti i giorni che il suo club non può competere economicamente con il City. 
Lo dico da sempre: essere astemi può essere un valore.