di Kuspide
Essendo un inguaribile ottimista ho deciso di partire dalle cose positive che ho visto oggi ad Etihad. Finito!
Passiamo ora agli aspetti negativi, che purtroppo per noi sono qualcuno in più. La squadra scende nuovamente in campo con un 4-4-2 classico, anche se, come al solito, David Silva è libero di accentrarsi partendo dalla sua area di competenza, la fascia sinistra. L'inizio della partita è semplicemente da candid camera: una difesa oscena concede ai nostri avversari due occasioni clamorose ed un gol in fuorigioco, roba che se ci fosse stato un Santa Cruz qualsiasi ad approfittarne saremmo stati sul due a zero senza che ci fosse nemmeno nulla da recriminare. Invece c'è un giovane e simpatico Sone Aluko (almeno nell'occasione più clamorosa a tu per tu con Hart), che ci concede la grazia e ci permette di rimettere a posto le idee per poter giocare il resto della partita in maniera appena presentabile (ma neanche tanto).
Dal centrocampo in su da segnalare un paio di colpi di testa di Lescott e Kolarov come uniche sortite offensive del City nel primo tempo. Il tentativo del serbo resterà l'unico tiro in porta dei padroni di casa contro una neopromossa fino al gol di Negredo al minuto 65 del match. Difficile persino commentare.
Al di là dell'analisi impietosa della prestazione mi sento di dire un paio di cose a parziale difesa della squadra, in questo momento. La prima è che i campionati passano anche da queste partite: brutte, giocate male, fortunose, ma comunque vinte grazie al colpo del campione o al calcio piazzato risolutivo. Quando è lo United a rimediare così i tre punti parliamo di carattere e di grinta anche quando la palla non gira, ora che tocca a noi è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.
L'altro aspetto da considerare riguarda il cambio di allenatore: Pellegrini non è un selezionatore. Non schiera in campo le figurine nè punta tutto sull'aspetto emotivo e psicologico come Mourinho. Pellegrini è un allenatore che fa giocare le proprie squadre secondo degli schemi, con delle geometrie, con dei movimenti precisi. Non so quale sia il metodo migliore nè mi mi sembra importante in questo momento. Quello che va tenuto presente ora è che tutto questo non si impara in un mese e mezzo o due. Serve tempo. Sono convinto che se avremo pazienza di aspettare vedremo migliorare la qualità del gioco, vedremo registrarsi i movimenti difensivi e vedremo di nuovo anche a Manchester il bel gioco che il cileno ha insegnato a tutte le squadre che ha allenato.
Per quanto riguarda i singoli tralascerò per amor di patria ogni giudizio sui difensori (basti pensare che secondo me il migliore è stato Kolarov). Da segnalare invece l'ennesima prodezza di quel giocatore immenso che risponde al nome di Yaya Tourè e il secondo gol in due partite di Alvarone, che continuando di questo passo potrebbe costringere molto presto il mister a rivedere le gerarchie in attacco.
Capitolo Fernandinho. Mister 30 milioni di pound è sembrato il solito pesce fuor d'acqua nei minuti iniziali della partita (giallo dopo pochi minuti...) ma devo dire che col passare del tempo ha acquistato fiducia ed ha sfoderato qualche giocata notevole. La strada per scalare quella montagna di soldi è ancora molto lunga (per quella cifra forse avremmo potuto clonare Oriali) ma visto che ormai è stata spesa vale la pena dare fiducia al ragazzo e sperare che si riveli al più presto la spalla migliore che Yaya potesse avere. Secondo me sono una gran coppia, sia fisicamente che tecnicamente. Anche in questo caso servirà un po' di tempo.

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