lunedì 5 novembre 2012

ECL - Ajax preview




di Kuspide

"Mi aspetto tre grandi partite dalla squadra. I giocatori sono gli stessi, così come gli arbitri, ciò che deve cambiare è il nostro modo di giocare, dobbiamo farlo molto meglio. Non siamo ancora pronti per vincere la Champions, se qualcuno di noi dicesse il contrario non sarebbe onesto. Il Chelsea, la squadra forse migliore d'Europa negli ultimi anni, ci ha messo 10 anni per vincerla e l'ha fatto nell'anno in cui forse lo meritava meno. La Champions League è così. Se vinciamo le prossime tre partite del girone sarebbe fantastico. Può succedere di tutto, ma la strada è molto lunga"

Dovrebbe essere una preview, e dovrebbe parlare di precedenti tra le squadre e di stato di forma dei nostri avversari. Invece sfogliando i giornali, italiani ed inglesi, leggo di interviste sopra le righe da parte del nostro allenatore, di reazioni scomposte a domande sul suo futuro. Leggo di un uomo solo al comando, in una situazione difficile, in un momento cruciale, e mi rendo conto che il significato di questa partita va oltre la statistica. Per la squadra, ma soprattutto per il suo timoniere.

"He's one angry man" titola The Sun stamattina sulla pagina dello sport dell'edizione online. Mancini ha risposto stizzito ad una domanda sul suo presunto contatto con l'AS Monaco la scorsa estate: "Non capisco perchè continuate a chiedermi riguardo al mese scorso, all'anno scorso... Io sto qui perchè il mio lavoro è qui. Ho lavorato per due anni e insieme al presidente e al proprietario abbiamo costruito questa squadra. Abbiamo vinto tre trofei in due anni, Per 50 anni non avevamo vinto nulla. Mai. Quando vinci tre trofei in due anni credo che dovreste avere maggiore rispetto per questo: per me, per la società e per i giocatori."

Al di là delle dichiarazioni, certamente condivisibili, trapela un certo nervosismo in casa City: negli ultimi quattro giorni infatti l'allenatore ha avuto uno scontro molto duro con Mario Balotelli per la sostituzione (e relativa reazione del giocatore) nell'ultima di Premier contro il West Ham. Ha contraddetto platealmente il suo staff e le dichiarazioni di Micah Richards riguardo la gravità del suo infortunio e ha dovuto far fronte ad una sfilza di allusioni sul suo futuro al City e sull'arrivo di Pep Guardiola alla corte dello Sceicco. Secondo molti "esperti" dopo le delusioni di Champions, le prestazioni sottotono di Premier, le litigate nello spogliatoio e l'arrivo, forse non casuale, di Begiristain, l'ingaggio dell'allenatore spagnolo per la prossima stagione sarebbe imminente.




In questo clima bisognerà preparare e giocare una sfide che, volendo essere ottimisti, sarà la prima di un trittico di fuoco per le ambizioni di gloria di una compagine che sulla carta avrebbe certamente potuto e dovuto fare meglio, in Europa.

Mancini probabilmente ha voluto alzare il livello dello scontro per ottenere una reazione d'orgoglio. Affermare che non siamo pronti per vincere la Champions è da una parte una banalità per chiunque sia convinto che il calcio non è solo soldi e campioni, dall'altra certamente una velata critica alla mancanza di esperienza e di maturità dei suoi uomini quando giocano a certi livelli.

Ribadisco quanto detto altre volte in situazioni simili: Mancini ha tanti difetti ma ha costruito dal nulla una squadra con una identità ed un gioco precisi. Ha gestito alla grande diverse beghe interne, ha preso uomini chiave e potato i rami secchi. Ha costruito un gruppo e lo ha portato alla vittoria. Qualunque cosa accada merita davvero rispetto per ciò che ha costruito e per le gioie che ci ha regalato. Sono convinto che, se supportato dalla società, riuscirà anche stavolta a ritrovare la rotta.

Per quanto riguarda la partita di domani, non mi aspetto una partenza a razzo, abbiamo già dimostrato in situazioni simili di essere un diesel. Questa volta avremo dalla nostra il calore del pubblico, anche se la formazione continua a perdere pezzi: James Milner e Joleon Lescott sono in dubbio, David Silva e Jack Rodwell non ce la faranno, così come dovremo rinunciare a Maicon e, ovviamente, a Micah Richards (ricordiamo che Kolo Toure non è in lista Champions). Dovrebbe tornare in campo invece Pablo Zabaleta, tenuto in panchina sabato per precauzione.

La formazione dei Lanceri dovrebbe essere quella dell'andata e la stessa che sabato scorso ha perso in casa per 2 a 0 con il Vitesse: Vincere tutte e tre le restanti partite del girone sarebbe davvero un'impresa, ma evitare almeno l'umiliazione dell'ultimo posto è doveroso. Forza City!



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