mercoledì 16 gennaio 2013

La Banda Bassotti


Mi pare cosa buona e giusta riportare l'articolo di oggi pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, a firma di Stefano Boldrini, su un argomento che ci sta particolarmente a cuore. Il continuo ed insopportabile chiacchiericcio delle Anime Vergini e Pure contro il City che rovina il calcio ed i suoi Sacri Valori in realtà è un volgarissimo paravento per la difesa di interessi che con la purezza non hanno nulla - proprio nulla - a che fare. Guardate un po' cosa scrive Boldrini, citando l'articolo di una firma d'autore del giornalismo sportivo inglese. Buona lettura, cari miei. 


"Van Persie era praticamente nostro ma all'improvviso sucesse qualcosa e fu venduto al Manchester United". Questa frase di Roberto Mancini ha ora un significato più chiaro dopo la notizia in esclusiva pubblicata ieri dal Daily Mail e firmata da Martin Samuel, attualmente forse il giornalista sportivo britannico più importante. La storia è questa: Arsenal, Manchester United, Liverpool e Tottenham hanno firmato una lettera indirizzata a Richard Scudamore, capo esecutivo della Premier League, per sollecitare maggior rigore nei controlli del fair play finanziario. "Non crediamo che le ultime proposte siano abbastanza incisive. Ogni regola finanziaria deve prevedere misure significative per limitare i proprietari responsabili di perdite consistenti".




Questo documento è un attacco dichiarato a City e Chelsea, i club che hanno dominato la scena inglese negli ultimi anni. E' un cartello, che oppone le società storiche ai parvenu. Da una parte le tre proprietà statunitensi (lo United dei Glazer, il Liverpool del gruppo Fenway, l'Arsenal di Kroenke) ed un uomo di affari inglese di cultura ebraica (il Tottenham di Daniel Levy), dall'altra un oligarca russo (Abramovich e il Chelsea) e uno sceicco arabo (Mansour, padrone del City) che ha deciso di investire a Manchester per lanciare sul suolo britannico la compagnia aerea Etihad, guarda caso concorrenziale dell'Emirates, in quota Arsenal. Come fa notare Samuel nel suo articolo, i quattro firmatari non sono associazioni di solidarietà ma società che hanno a cuore i loro profitti e che, nel caso dello United, sono indebitatissimi: 400 milioni di euro di esposizione. Anche il Liverpool, complici le follie dell'era Dalglish, non se la passa troppo bene e ha la grana stadio da risolvere. Anfield è...vecchio e i proprietari dei Reds hanno commissionato il progetto del nuovo impianto a uno studio statunitense - guarda caso - spendendo 60 milioni di euro.

Chelsea e Manchester City hanno rotto un equlibrio secolare. Si qualificano regolarmente in Champions - il Chelsea è anche campione in carica - e tolgono spazio alla concorrenza. La Champions è il business più importante per i club. Garantisce introiti immediati - con le quote di partecipazione, la biglietteria ed i diritti tv - ma anche futuri con merchandising e sponsor. Chelsea e City possono contare su un portafoglio illimitato ma non sono i classici ricchi e scemi. Il City ha avviato i lavori per realizzare un centro sportivo kolossal. Sorgerà accanto allo stadio Etihad e l'obiettivo è costruire una cantera in stile Barca. Il fair play finanziario è l'unico modo per frenare oligarchi russi e sceicchi. Inglesi ed americani, cugini anglossassoni, sono nuovamente alleati. Come sempre. Si scambiano favori e questo spiega l'affare Van Persie: il City avrebbe pagato la stessa somma e offerto un contratto superiore all'olandese ma per motivi politici ha funzionato l'asse United-Arsenal. Mancini, quando disse quella frase, alludeva a questo"

PS. Viste le firme congiunte a fondo pagina? Liverpool, United e Tottenham non saranno così indebitati da non potersi permettere una carta intestata? O avranno fatto un gemellaggio United-Liverpool e Arsenal-Spurs? Che belle coppie...

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