di Dario G.
Questo post è una lettera aperta a tutti i tifosi del Manchester City Football Club e solo a loro. E' una serata difficile da descrivere agli altri e dunque a voi mi rivolgo. Siamo Campioni d'Inghilterra. Campioni d'Inghilterra per la terza volta dal 1894. Avevo concordato con Matteo un titolo più classico: LA REGINA D'INGHILTERRA. Mentre scrivo queste righe però, d'accordo con Cioccio, ho deciso di tradirlo e lasciare questa magnifica frase-domanda ai posteri. Chiedimi se sono felice. Per inciso, il blog compie oggi - proprio oggi - il suo quarto anno di vita. Non c'era traccia degli arabi quel giorno. Solo una grande fede ed un'immensa voglia di esserci, anche se da lontano, dall'Italia.
La partita contro il QPR non avrà repliche per almeno 30 anni. Quando, a cinque minuti dal termine, il City era sotto 1-2, Matteo ed io ci siamo guardati per dirci che la sconfitta era la sintesi perfetta della nostra maledizione. L'incubo perfetto. Gli ingredienti c'erano tutti. Siamo andati in vantaggio contro una squadra sull'orlo della retrocessione, in casa nostra, con la festa pronta. Poi come nei migliori film drammatici, abbiamo regalato il goal del pareggio ad uno dei giocatori più deludenti della stagione in tutto il panorama europeo. 1-1. La follia idiota di Joey Barton ci ha subito messo sul piatto d'argento qualche decina di minuti in superiorità numerica e tutto il tempo del mondo per segnare la rete del trionfo. Macché. Al minuto 65, in dieci uomini, il QPR di Mark Hughes è addirittura passato in vantaggio e nei ventisette minuti successivi lo spettro della delusione più cocente di sempre si è materializzato senza pietà per noi citizen, con una crudeltà difficile da credere. Guardando le immagini in tv ho provato una sincera commozione al pensiero di tutti i nostri fratelli blue che vivono a Manchester; ho pensato al destino ignobile che li vede sempre soffrire e soccombere all'arroganza sporca dei cugini di campagna.
Cosa sia successo dopo è un mistero che resterà tale per sempre. Perché una squadra incapace di reagire al destino bastardo per quasi trenta minuti, incapace o quasi di creare anche solo un solletico al portiere avversario, segna DUE reti nel giro di 120 secondi? Perché? Su angolo di Merlino Silva al minuto 91 (e spiccioli) Edin Dzeko è svettato più in alto di tutti siglando il goal del pareggio, quasi un ulteriore scherzo del destino. Nei successivi due giri di lancetta, il QPR ha provato una ripartenza, ha ottenuto una rimessa laterale nella nostra metà campo, ha spazzato via l'inerzia della nostra volontà.
Poi.... Lescott........ de Jong........ Aguero...... Balotelli...... ancora Aguero che anticipa di un soffio la scivolata del difensore avversario (credo Nedum Onuoha) e scaraventa in rete tutta l'attesa, la frustrazione, la fede, l'orgoglio, l'amore infinito di questa meravigliosa gente con il blue nel cuore, nelle vene, nell'anima. In quel momento ho provato un brivido impossibile da descrivere ma voi mi avete capito. El Kun, siglando la rete del 3-2, ha riportato a Manchester il titolo dopo 44 anni e gliene saremo grati per sempre. Il momento non potremo mai dimenticarlo. Mai. Resterà per sempre nei nostri cuori.
Perdonate la confusione. Avremo tempo di calmarci, di abituarci all'idea di essere CAMPIONI D'INGHILTERRA ed allora potremo scrivere articoli che abbiano più senso di questo. Invito tutti ad usare la mail del blog (setteblu@gmail.com) per inviare le proprie emozioni in forma scritta perché vorrei tanto fare un post di riassunto di tutto ciò che abbiamo/avete provato oggi pomeriggio.
Il sito del club ha scritto:
Oggi siamo Campioni d'Inghilterra e la frase "typical City" è stata sepolta per sempre. E che epitaffio hanno avuto queste due parole in una stagione nella quale i record per gli uomini di Roberto Mancini sono caduti come foglie in una tempesta d'autunno.
Sarà sicuramente una buona notte per tutti noi, ragazzi con il City nel cuore. Vi abbraccio uno ad uno....
MANCHESTER CITY F.C
CHAMPIONS OF ENGLAND.
00 YEARS.





Nessun commento:
Posta un commento