sabato 28 gennaio 2012

San Giovanni non vuole inganni....


di Dario Gigante

E' proprio vero: Giustizia è fatta. Non è servito nulla ai rags rubarci il derby nel terzo turno. Oggi sono stati giustamente puniti a Liverpool. A due minuti dalla fine. Davanti alla Kop. Stupendo. Tutte le loro volgari parole sull'espulsione di Kompany sono disperse nel vento ormai. Grazie Liverpool, grazie.

Ora aspettiamo, prima o poi, l'eliminazione di Rosie 47. Gli Spurs sono sempre stati la mia squadra preferita a Londra. Per tanti motivi. Per la loro storia di "squadra di coppe", per Gazza, per Lineker ed ancora prima per Glenn Hoddle. Io e Matteo siamo stati anche a rendere omaggio a White Hart Lane, stadio stupendo, nel 2002 in un Tottenham - Charlton che non passerà alla storia. Ora però gradirei la loro eliminazione a causa delle ignobili pressioni del loro manager, dedito ai piaceri della vita ed esperto di investimenti finanziari, dopo la sfida di Premier. Magari vinceranno la FA Cup, magari no. Quando questo paffuto ometto lascerà gli Spurs, la loro storia tornerà a splendere. Anche perché Rosie è stato manager degli acerrimi nemici di Upton Park. E fu capace anche di un salto mortale carpiato passando dal Portsmouth al Southampton per poi tornare ancora ai Pompey. Quando si dice "avere le idee chiare". In attesa che vada a sostituire all'Arsenal il sacerdotino gallo in disgrazia, noi lo gufiamo, anche se allena il Tottenham.
PS. A Rosie 47 era intestato il conto corrente a Montecarlo nel quale pare che Redknapp depositasse soldi di (molto) dubbia provenienza e cioè i soldi delle tangenti che prendeva per i trasferimenti ai tempi in cui allenava il Portsmouth. Rosie è il suo cane (poveretto), 47 è l'anno di nascita. Un vero Principe. Proprio la persona giusta per fare sermoni in televisione dopo le partite. Sì sì, il candidato ideale per sostituire Wenger....

venerdì 27 gennaio 2012

Good night and good luck, Nedum


di Cioccio

Scrivo questo post prima di andare a dormire con un po' di dispiacere. Nedum Onuoha ci lascia: ha firmato un contratto che lo legherà per 4 anni e mezzo al QPR. In cambio al City vanno due 2 milioni e mezzo di sterline.

Il ragazzo si fa subito notare sin da ragazzino per le sue straordinarie doti fisiche: a 14 anni corre i 100 metri in 11.09 secondi e a 15 nel salto triplo fa segnare la misura di 9.44 metri. Lanciato nel 2004 da Kevin Keegan a soli 17 anni in Carling Cup contro l'Arsenal, Onuoha riesce ad unirsi alla prima squadra nonostante la sua giovane età. Nella stagione 2006/2007 Nedum indossa la fascia di Capitano contro il Bristol City nella partita di Carling Cup vinta per 2 a 1. Onuoha, apprezzato da Mark Hughes, che infatti lo ha voluto con lui al QPR, è stato invece accantonato da Mancini. Forse, visto le ultime prestazioni di Savic, a gennaio gli avrebbe potuto dare almeno una chance.

Dispiace sempre vedere partire i gicatori che abbiamo visto crescere nella nostra squadra. Ci fa piacere però sapere che potremo leggere le sue gesta sul blog degli amici del QPR al link http://www.qpritalia.it. 

Buona notte e Buona fortuna, Nedum!


giovedì 26 gennaio 2012

Out


di Cioccio

Siamo fuori dalla coppa di lega. Il Liverpool andrà a Wembley a sfidare il Cardiff. I Reds hanno meritato di passare il turno. All'Ethiad Stadium si erano imposti grazie ad un rigore causato dal disastroso Savic e trasformato da Gerrard e ieri ad Anfield sono stati capaci di rimontare con Gerrard e Bellamy il City, che si era portato per due volte in vantaggio grazie a De Jong e Dzeko. Craig Bellamy si è tolto sicuramente un sassolino dalla scarpa, eliminando Mancini dalla League Cup, visto che questa estate era nella lista degli epurati stilata dal nostro manager.


I nostri ragazzi ci hanno provato, ma sono riusciti a mettere in campo solo tanta volontà. Per due volte ci siamo illusi. La prima quando de Jong ha messo la palla da 20 metri sotto l'incrocio dei pali, tirando mentre cadeva all'indietro. Roba da chiedersi ma è Nigel o Messi? Non gli era mai successo di segnare nella sua vita un goal del genere e credo che mai più gli ricapiterà. Peccato che sia servito a poco! La seconda quando Dzeko ha insaccato da due passi un perfetto cross di Kolarov. A parte questi due lampi la manovra dei Citizens è apparsa involuta, le idee poche e confuse. Dietro abbiamo ballato sia nel primo tempo, quando Mancio ha schierato Lescott e Savic al centro, sia nel secondo quando ha spostato, su suggerimento di Dario :-), Richards al centro al posto dell'inguardabile Montenegrino. Mi chiedo cosa deve avere fatto Onuoha a Mancini per avere giocato solo pochi minuti nonostante l'assenza contemporanea di Kompany e Kolo Touré. Ma è possibile essere peggio del Savic visto a gennaio?


Mancio in sala stampa è molto deluso: "Le 2 reti che abbiamo segnato erano sufficienti per andare in finale. Il primo goal del Liverpool è arrivato grazie ad un rigore inesistente, mentre non ne è stato fischiato uno netto a nostro favore. Il secondo è stato un goal stupido. Un vero regalo. Dobbiamo fare più attenzione."

Adesso dobbiamo voltare pagina. Il nostro obiettivo pricipale è la vittoria della Premier League. Mancano 16 giornate e siamo in testa. La stagione può ancora essere trionfale, perché mercoledì prossimo torna Capitan Kompany!

mercoledì 25 gennaio 2012

ELC Semifinal - Liverpool 2 - 2 City


Liverpool: José Reina, Daniel Agger, Martin Skrtel, José Enrique, Glen Johnson, Charlie Adam, Dirk Kuyt (Andy Carroll, 91), Steven Gerrard, Stewart Downing, Jordan Henderson, Craig Bellamy (Martin Kelly, 88)
City: Joe Hart, Pablo Zabaleta, Micah Richards, Stefan Savic (Sergio Agüero, 45), Joleon Lescott, Aleksandar Kolarov, Gareth Barry, Nigel de Jong (Adam Johnson, 78), Samir Nasri, David Silva, Edin Dzeko
Reti: de Jong 31, Gerrard (pen.) 40, Dzeko 67, Bellamy 74
Stadio: Anfield
Arbitro: Phil Dowd
Spettatori: 44,590

Il Liverpool è meritatamente in finale di League Cup. A domani per il commento.
    

Così è (se vi pare)


di Gianfranco Paupini

“Come stanno le cose al momento, il Milan non è un’opzione per Carlos Tevez. Galliani ed i suoi colleghi hanno sviluppato un’atmosfera poco gradevole e prematura, trattando direttamente con Carlos ed il suo agente. Se vogliono essere considerati per un possibile trasferimento, devono smettere di mantenere questo teatrino e seguire le regole, oltre a soddisfare le nostre richieste. Carlos resta un giocatore del City, con cui ha un contratto per i prossimi due anni e mezzo. A meno che non arrivi un’offerta accettabile, rispetterà i termini del suo contratto. Inter e PSG ci hanno approcciati in maniera corretta ed è sempre un fattore positivo poter fare affari così”

Teatrino. Ha detto proprio teatrino. Con queste parole, semplici e dirette, il nostro presidente annichilisce le speranze di Galliani di avere un giocatore come Tevez a prezzi di saldo e richiama al rispetto delle regole tutti coloro i quali possono aver pensato che, poichè in casa City i soldi non sono un problema, si potesse avere in regalo giocatori che qualunque altra squadra si farebbe pagare a peso d'oro.
Non solo. Chiarisce anche ai "poveri" calciatori bistrattati e vittime dei loro contratti, che l'opzione "anno sabbatico nella villa dei Mubarak a potare la siepe" è tutt'altro che un'ipotesi remota ed eccessivamente costosa persino per gli sceicchi. E' un'opzione invece più che praticabile, se non addirittura probabile, viste le barricate tirate su dal giocatore argentino e i metodi di contrattazione portati avanti fin qui dai rossoneri.

O ti mangi 'sta minestra o ti butti dalla finestra, si diceva una volta. Se non ti piace il clima di Parigi mi sa che dovrai sorbirti ancora per un po' la pioggia di Manchester, caro Carlitos. Per noi, evidentemente, non è un problema.

martedì 24 gennaio 2012

Con infamia e senza lode...


di Dario Gigante

In attesa di sapere che ne sarà di Mario Balotelli e del suo inutile appello contro una decisione ridicola già presa dai parrucconi ipocriti della Football Association, ci piace porre alla vostra attenzione questo editoriale tratto dal sito Goal.com, a firma di Sergio Stanco. E' difficile, se si è dotati di una minima intelligenza e di una parvenza di buona fede non concordare con l'opinione sotto riportata. La riportiamo integralmente.

"In un Paese in cui si riesce a difendere anche il capitano Schettino semplicemente perché vicino di casa, amico o parente di amici o semplicemente perché compaesano o corregionale, prima di palesarci pro-Balotelli ci chiediamo se davvero riusciamo ad essere obiettivi e valutare esclusivamente i fatti. Poiché raramente l’abbiamo fatto in passato, anzi siamo tra quelli che spesso l’hanno rimproverato per i suoi atteggiamenti e per lo spreco del suo talento, siamo sicuri di non avere la mente annebbiata quando diciamo che la squalifica della Football Association inglese è semplicemente ridicola. Che Balotelli abbia colpito Parker a terra, non c’è alcun dubbio, che l’abbia fatto deliberatamente è un assunto che sfida le leggi della fisica: Mario è in caduta, dopo essere inciampato, è voltato di spalle e nel cercare l’equilibrio finisce con i tacchetti sulla nuca dell’avversario. Per sostenere la volontarietà dell’intervento bisogna essere quanto meno imprudenti. E usiamo questo termine perché preferiamo sempre evitare sospetti di malafede. Il gesto di Balotelli con la gamba di richiamo, potrebbe anche sembrare innaturale, ma lo è pure la dinamica dell’azione: se davvero ha immaginato che la testa o il corpo dell’avversario potessero essere esattamente in quel punto (ricordiamo che era girato di spalle) è davvero un sensitivo. Varrebbe la pena consultarlo per i tarocchi. Ma ammettiamo anche che nella sua testa volesse colpirlo, come si fa ad esserne certi considerata la situazione? Qui parliamo di 4 giornate di squalifica praticamente non appellabili (se perdi il ricorso corri il rischio di averne altre aggiuntive) per “un’interpretazione” di slealtà. In Spagna ancora si interrogano se il pestone di Pepe – che guarda Messi, lo punta con un piede e lo manca, lo riguarda meglio, accorcia il passo e gli calpesta la mano – fosse da prova TV, in Inghilterra per contro la applicano ad un caso ben più discutibile e, per di più, valutato dall’arbitro. Che non ci vengano a raccontare fandonie: il direttore di gara è a un metro, vede e provvede (tanto da alzare il braccio per indicare che il gioco deve proseguire), salvo poi ritrattare a fine gara. Al di là dello show di Raiola, per il quale ogni appiglio è buono per spostare le sue marionette e aumentare il suo conto in banca (è il suo mestiere d’altronde), l’arrabbiatura di Mario e del suo entourage è giustificata e la squalifica è quanto meno sospetta. D’altronde, Balotelli è un bersaglio facile e inerme, colpirlo è esercizio diffuso e fin troppo banale. Ma farlo in questo non sarebbe per nulla onesto né coraggioso, è solo infame".

Nel frattempo David Platt ha indirettamente detto che il City deve ancora decidere se appellarsi o meno ma che sarebbe molto difficile accettare questa squalifica. "Nessuno di noi pensava davvero di vincere l'appello per Kompany, onestamente. Appellarsi è quasi ridicolo, non serve a nulla. Sul campo l'arbitro ha visto e non ha considerato grave l'intervento. Nessuno del Tottenham ha reagito".
Esatto David, l'arbitro ha considerato non punibile l'intervento e nessuno degli Spurs ha reagito sul campo. Poi Rosie 47 ha fatto due conticini ed è andato a vomitare in sala stampa. E noi ci troviamo senza Balotelli per quattro partite. Avanti il prossimo....


lunedì 23 gennaio 2012

Sotto accusa


di Dario Gigante

To charge. Vagamente ironico che il termine in inglese significhi sia "accusare" che "incolpare". Ho la netta sensazione che l'accusa ufficiale della Football Association a Mario Balotelli si trasformerà in squalifica e non credo che la difesa che Mario porterà in tribunale servirà a molto. Siamo alla follia totale per la seconda volta in venti giorni. Comincio a sentire un brutto odore di bruciato intorno alla nostra squadra. Harry Redknapp, l'uomo che ha trascorso tutta la scorsa settimana a provocare il City, il board e Mancini stesso, colpevole di aver richiesto espulsioni simulando il gesto del cartellino, si è presentato pienamente sobrio (!) in sala stampa per chiedere alla Football Association di prendere provvedimenti nei confronti di Mario Balotelli, reo a suo dire di aver scalciato volontariamente Scott Parker. Fantastico. Dopo aver pianto sulla tendenza di Mancio a condizionare gli arbitraggi (dicendo che sono cose che non si fanno), ieri ha dato bella mostra del suo faccino delicato facendo pressioni sulla federazione con la quale intrattiene simpatici rapportini dietro le quinte visto che è il probabile candidato alla successione di Fabio Capello sulla panchina dei Three Lions.
Se fossi in te, Harry, chiederei la ripetizione della partita, anzi direttamente lo 0-3 a tavolino...tanto mi sembra che la sobrietà - non metaforica - dei giudici della Football Association sia pari alla tua....sai mai che ti porti a casa anche i tre punti.....

Dopo l'ignominia della squalifica a Kompany io, da povero ingenuo, avevo creduto che la Giustizia Sportiva inglese sarebbe stata molto più attenta a comminare sanzioni in questo modo grossolano ed idiota. Invece con questa vicenda di Mad Mario si stanno superando.
E' palese che non si possa stabilire con certezza la volontarietà di Balotelli di colpire Parker anche perchè, rivendendo le immagini, il nostro attaccante è palesemente sbilanciato e scoordinato e dunque un essere sano di mente non può proprio ravvisare con la certezza dovuta la volontarietà. A meno che non si voglia fare un processo alle intenzioni. Quelle del City di vincere la Premier League.