martedì 11 settembre 2012

Le prime sanzioni di monsieur Platini

di Cioccio

Questa la motivazione con cui il Club Financial Control Body dell’Uefa ha annunciato la sospensione temporanea dei premi di partecipazione per 23 squadre iscritte alle competizioni UEFA 2012/13: "I club partecipanti alle competizioni europee per la stagione 2012/2013 dovevano fornire informazioni circa lo stato di tutti i pagamenti dovuti al 30 giugno 2012. Al riguardo, l’ufficio di controllo di Nyon ha identificato che debiti scaduti di un certo rilievo, verso altri club o verso il personale o in materia di tasse, esistevano in 23 casi"
Le squadre in questione sono:
FK Borac Banja Luka (BIH)
FK Sarajevo (BIH)
FK Željezničar (BIH)
PFC CSKA Sofia (BUL)
HNK Hajduk Split (CRO)
NK Osijek (CRO)
Club Atlético de Madrid (ESP)
Málaga CF (ESP)
Maccabi Netanya FC (ISR)
FK Shkendija 79 (MKD)
Floriana FC (MLT)
FK Budućnost Podgorica (MNE)
FK Rudar Pjevlja (MNE)
Ruch Chorzów (POL)
Sporting Clube de Portugal (POR)
FC Dinamo Bucureşti (ROU)
FC Rapid Bucureşti (ROU)
FC Vaslui (ROU)
FC Rubin Kazan (RUS)
FK Partizan (SRB)
FK Vojvodina (SRB)
Eskişehirspor (TUR)
Fenerbahçe SK (TUR)

Il City in questa fase non è stato coinvolto perché non ha ovviamente problemi di insolvenze: il nostro beneamato sceicco Mansour può tranquillamente fare fronte al passivo di 226 milioni di euro del bilancio del 2011 con gli spiccioli che ha nel portafoglio. Il nostro club potrebbe avere problemi dal 2014 quando entreranno in vigore tutte le regole del fair play finanziario che potremmo riassumere in tre punti:
1. Nessuna presenza di debiti arretrati verso altre società, dipendenti o autorità
2. Fornitura di informazioni finanziarie che riguardano il futuro
3. Obbligo di pareggio del bilancio
Chi non sarà in regola sarà escluso dalle competizioni europee. E' soprattutto il pareggio di bilancio che potrebbe mettere in crisi il City. Fondamentalmente una società dovrebbe essere in grado di autosostenersi, cioè di fare fronte alle spese con i propri introiti e non con iniezioni di liquidità da parte della proprietà. Platini ha spiegato in questo modo le motivazioni che lo hanno spinto ad introdurre la regola del pareggio di bilancio: "Il problema non è l'aumento degli incassi, ma quello dei costi, che finiscono per superare i primi. Per questo abbiamo sviluppato le regole di fair play finanziario, che premiano le società gestite in modo corretto. Sostanzialmente, tali regole dicono: 'Non puoi spendere più di quanto guadagni'. Ridaranno una maggiore razionalità al calcio e premieranno coloro che rispettano le regole e adottano un modello di impresa sostenibile."
Non è così semplice a mio parere. Le regole del fair play finanziario possono essere aggirate con le sponsorizzazzioni delle maglie o dello stadio. Chi e con che criteri stabilisce che l'importo pagato per porre il nome di un'azienda su una t-shirt sia adeguato? Chi e con che criteri stabilsce se il ritorno che ha l'azienda che sponsorizza il club vale l'investimento? Chi e con che criteri stabilisce che un mancato ritorno di questo investimento sia dovuto a malafede o a un errore? Perché se qualcuno vuole investire, eventualmente anche in perdita, il proprio denaro in un club calcistico non dovrebbe essere libero di farlo?  
Dubito che monsieur Platini sia un lettore di ManchesterCity.it. Non sapremo mai le sue risposte, ma voi dateci le vostre.


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