di Setteblu
E' il nostro marchio di fabbrica, lo stemma della casa: il novello Santa Klaus, Gareth Barry ha fatto esplodere Etihad ad una manciata di secondi dal termine, segnando di testa la rete della vittoria contro un tenacissimo Reading, mantenendoci in scia dei cugini di campagna. Non si contano le volte in cui i ragazzi hanno risolto le partite negli ultimi spiccioli di gara: siamo la squadra che segna di più negli ultimi 30 minuti ed io, non so voi, non considero mai la partita finita finchè l'arbitro non fischia. Ci spero sempre ed evidentemente la mia fiducia è ben riposta.
Il goal, intanto. Rimpiango moltissimo i tempi in cui il calcio era calcio e non un'altra cosa. Ho sentito ieri commenti vari sulla presunta irregolarità della rete. Mi chiedo: nel football, ogni contatto è fallo? Quando ero bambino, la risposta era ovviamente "no". A volte sento dire: "Il rigore c'era, il contatto c'è stato". E allora? Anche se il contatto c'è stato, ciò non significa che sia stato falloso. Ieri il contatto con Nicky Shorey (appena entrato!) c'è stato ma a parer mio il goal è regolarissimo. Ci è andata bene però: ormai il calcio inglese sta mutuando i metri arbitrali del calcio continentale, con tutti i problemi annessi.
Capisco in ogni caso Brian McDermott: il suo Reading aveva praticamente preso un punto contro tutti i pronostici e non dev'essere stato facile mandar giù l'amaro calice; lo capisco perchè è successo tante volte anche a noi. La sua squadra aveva ben difeso il risultato: il City ha sì tenuto palla tutto il match ma non ha certamente giocato una partita di grande livello.
Mancio ha fatto debuttare dall'inizio l'olandesino Karim Rekik (il più giovane debuttante non britannico della nostra storia) sulla fascia sinistra, componendo la difesa intorno a Kolo e a Nastasic, schierando il miglior nostro giocatore sull'out destro e cioè Pablo Zabaleta, ormai assurto ad Idolo Assoluto di ogni tifoso blue. Le prestazioni del nostro Trattore sono fantastiche senza soluzione di continuità. Abbiamo impostato un match d'attacco, spinto e pressato il Reading, accerchiato i nostri avversari, credendo probabilmente che il goal sarebbe arrivato più prima che poi. Obiettivamente, nessuno di noi aveva messo in preventivo di non vincere comodamente questa partita e ciò ha forse indotto inconsciamente i nostri ragazzi a spingere sì ma senza la consueta cattiveria agonistica. Sergio Aguero (sempre sia lodato) e Carlitos Tévez hanno formato la coppia d'attacco ed ormai mi sento di poter dire che, essendo stati eliminati da due coppe e dovendo giocare meno partite del previsto, la scelta di Roberto sia definitiva, almeno come coppia di partenza. Ieri si è registrata la vittoria n°14 con i due argentini coppia d'attacco...
La pressione non ha prodotto nulla di trascendentale. Adam Federici non si è dovuto nemmeno sporcare i guanti in tutta la prima frazione. Più aumentava la pressione e più sembrava difficile passare. Quando si dice possesso sterile. La ripresa non è stata molto differente: Edin è entrato per Javi Garcia ma senza aggiungere molto in termini di palle goal. Negli ultimi dieci minuti anzi, il Reading ha provato a proporsi in avanti, protestando per un calcio di rigore ai danni di Jay Tabb (in realtà è proprio lui ad andare a sbattere su Rekik, con entrambi i giocatori a guardare la palla) ed andando vicino al goal del vantaggio su un colpo di testa uscito a pochi metri dalla porta di Joe Hart.
Poi...."Cometh the Hour, Cometh the Man": Volo d'angelo di Gareth Barry e vittoria liberatoria; è giusto che sia stato proprio lui a decidere la partita dopo la ridicola squalifica del post derby....
Ecco Roberto sulla partita: "Dobbiamo segnare prima, il mio cuore non è abbastanza forte per questi finali! Non è sempre facile segnare alla fine. Abbiamo giocato bene, creato occasioni e non è stato facile trovare spazi. Abbiamo ottenuto la quarta vittoria dopo l'87° in questa stagione e sono orgoglioso dei miei giocatori".
Con il Sunderland alle porte nel Boxing Day, Mancio ha pensato di portare qualche piccola modifica in onore della politica di turnover, schierando il bimbo Karim Rekik; a quanto pare il manager è rimasto soddisfatto della prova del giovincello: "Ha giocato molto bene, è molto giovane ma si è dimostrato all'altezza. E' un centrale difensivo ma può adattarsi anche a sinistra".




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